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BLOG 23 GIUGNO 2019 Da Ernest Ferrari : LE 4 R ” RECESSO – RESILIENZA – RIBATTUTA – RIGORE”

BLOG 23 GIUGNO 2019

DA E.F. : LE 4 R

” RECESSO – RESILIENZA – RIBATTUTA -RIGORE.”

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I) Breve introduzione.

          Qualche volta, sono le difficoltà altrui ad insegnarci strade nuove. Oggi, è successo; e il recesso di un mandato di Concessionario o di Riparatore, è sempre una cattiva notizia, indipendentemente dall’identità del  recipiendario : Il Contratto parla chiaro… e gli anni o decenni dedicati dal Concessionario o Riparatore di cui sopra, alla marca rappresentata, contano poco.

II) Le “4 R”.

            Ora, non difendersi è “da bischeri” , come dicono i mei cugini aretini. E se il legislatore non ha saputo, voluto o potuto intervenire, qualcun’altro dovrebbe/dovrà pure, incaricarsi della cosa. E’ così che ho deciso di esaminare la cosa ; è così che ho elaborato un modesto percorso (le 4 R) per fornire un primo supporto  rudimentale agli Operatori in difficoltà :

  1. Il Recesso , emanato dalla Casa concedente, è l’elemento scatenante delle difficoltà che l’Operatore (Concessionario o Riparatore) deve/dovrà combattere.
  2. La Resilienza è la capacità di resistere alle difficoltà e agli inconvenienti che l’Operatore deve affrontare per dominare il mercato di pertinenza dell’Azienda.
  3. La Ribattuta è un insieme di iniziative/attività/campagne  commerciali da approntare e mettere  in opera in Azienda per riconquistare o allargare il mercato, a scapito delle Aziende concorrenti  intra brand (stessa marca)inter brand (marche concorrenti tra loro). 
  4. Il Rigore è l’impostazione che l’Azienda deve darsi nelle sue attività  nei suoi progetti per evitare eventuali cedimenti degli addetti ai lavori.

III) Reinvestire sulla stessa marca, nonostante il recesso preso in faccia? 

  1. Gli uomini passano, ma le marche rimangono. Il sottoscritto ha occupato posti di discreta importanza , due volte in Renault, e due volte in Fiat. La cosa si chiama pragmatismo quando funziona .
  2. Gli incompetenti di alto livello che ho incontrato strada facendo sono stati rottamati, con o  senza paracadute, comunque senza capire il perché della loro parabola.
  3. Questo non significa che la fedeltà ad una marca vincente da vent’anni sia la panacea. Rimettere in causa una scelta recente è spesso un segnale di alta professionalità.

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Testo definitivo e completo

Scritto a Roma da Ernest Ferrari il 23 giugno 2019

 

“AUTOMOBILE : FRAGILITA’ DELLE RETI ; E ABUSO DI DIPENDENZA ECONOMICA DELLE CASE”, BLOG 20 GIUGNO 2019 DA ERNEST FERRARI. ; DA ERNEST FERRARI

“AUTOMOBILE :  FRAGILITA’ DELLE RETI; E ABUSO DI DIPENDENZA ECONOMICA DELLE CASE CONCEDENTI”.

“BLOG 20 GIUGNO 2019” ; DA ERNEST FERRARI.

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I) INTRO. : DALLE  TRE SENTENZE DI PARIGI ALLA MIOPIA DELLE CASE.

Alle tre sentenze negative  della Corte d’Appello di Parigi, nei confronti di Riparatori, ai quali la Corte ha rifiutato di concedere la qualifica di “Autorizzato” , abbiamo dedicato tre testi , disponibili su questo nostro sito (Cliccare su www.ernestferrarifirst.com. )

Ed è così -volendo- che ci si può svegliare un giorno, con il sentimento di non essere in grado di realizzare i propri obiettivi di vendita del mese, in quanto il lavoro di routine amministrativa imposto dall’alto, occupa tutto il tempo disponibile, previsto  “ab inizio” (si dice così?) per la vendita diretta .

Ora, è doveroso ricordare sempre che “l’anima del commercionon è la pubblicità, bensì la vendita.  E la vendita, indipendentemente dalla condizione subalterna (nella teoria burocratica…) delle Reti rispetto alle attività amministrative, di gestione, finanze o di marketing/pubblicità , è l’elemento trainante delle Concessionarie e delle altre Aziende di Vendita ed Assistenza dell’Automotive.

II)MIOPIA DELLE CASE CONCEDENTI E PRESUNZIONI BUROCRATICHE.

Le Case concedenti (Renault, GM, VW…) non vedono le qualità dei loro concorrenti, ma si considerano superiori a loro per il fatto di aver ottenuto qualche eventuale/misero premio in denaro , oppure qualche “salto in avanti” nella gerarchia aziendale. I concorrenti investono spesso, in effetti, nella loro carriera , nel loro “percorso” professionale.

La miopia delle Case concedenti risiede anche nella loro scelta di fedeltà ad una sola marca ; scelta peraltro non sempre/quasi mai ripagata dalla controparte. E’ così che un Concessionario o Riparatore, per esempio, lascia correre il tempo e trascura, poi perde,  la sua clientela “fedele”… per pigrizia o eccesso di fiducia.

D’altra parte, il successo commerciale è sempre fragile , e le marche  in cerca di nuovi clienti possono ritrovarsi nell’impossibilità di replicare i successi dei periodi di boom del mercato. Un “rimedio” ai periodi di sboom del mercato è invece l’integrazione in Azienda  di marche in controtendenza , vale a dire in fase di forte crescita.  Il caso Mazda di qualche anno fa ne è un esempio.

III) ABUSI DI DIPENDENZA ECONOMICA DELLE CASE CONCEDENTI.

Gli abusi di dipendenza economica delle Case concedenti nei confronti degli operatori commerciali/Concessionarie sono, in sé,  una grave patologia del settore “Automotive“.  La situazione  è peggiorata negli ultimi mesi, per effetto delle tre sentenze negative della corte d’appello di Parigi nei confronti di Riparatori che chiedevano di ottenere lo status di Riparatori Autorizzati.

Le Case concedenti impongono generalmente e fattivamente  alle Reti di distribuzione/riparazione dei contratti formalmente, ma non nella sostanza, equilibrati in termini di diritti e doveri delle parti contraenti. Basta comunque percorrere a grandi linee i contratti di Concessione per constatare che le Reti non usufruiscono nella sostanza di Contratti sinallagmatici.

Gli “abusi di dipendenza economica” subiti dalle Reti ,e da non confondere con gli “abusi di posizione dominante“, consentono alle Case concedenti di favorire surrettiziamente il business delle Aziende “amiche” (della Casa) , a scapito delle / di altre. In altre parole, le regole della Concorrenza sono intaccate…

… Il che non dovrebbe rallegrare nessuno nelle Aziende dell’Automotive.

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TESTO DEFINITIVO E COMPLETO

SCRITTO A ROMA DA ERNEST FERRARI IL 21-22 GIUGNO 2019

BLOG META’ GIUGNO 2019 : ” AUTOMOBILE : VERSO UN BUSINESS MEGAMULTIMARCHE !” DA ERNEST FERRARI

BLOG META’ GIUGNO 2019

DA ERNEST FERRARI:

“AUTOMOBILE : VERSO UN BUSINESS MEGAMULTIMARCHE ! ?”

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I) Introduzione : Allargare l’offerta di prodotti e servizi nel settore Auto.

      Le trattative in corso per un accordo di fusione o collaborazione intensa delle marche Fca-Renault-Nissan-Mitsubishi, sono un tentativo -ad oggi ancora incerto nel procedere- di attenuare l’impatto economico della concorrenza interbrand nelle Aziende e nei Gruppi produttori di automobili. Niente di nuovo sotto il sole ?

        In realtà, sotto il sole, si muovono le altre galassie maggiori, come la Cina, l’Africa, l’America latina, l’India…  Ed è certo che l’Automobile dovrà diversificarsi ancora per attrarre il “popolo“, sterminato, ancora in attesa di accesso alla motorizzazione: la moltiplicazione delle marche andrà  “ben oltre” il panorama attuale. Per queste ragioni, l’eventuale “flop” delle trattative Fca -Renault-Nissan-Mitsubishi sarebbe considerato un “incidente di percorso”, o poco più.

         L’allargamento  dell’offerta di prodotto, d’altra parte, non è la panacea: c’è chi sa vendere al pubblico , per decenni, una marca sola :Opel,per esempio, come ho potuto constatare qualche mese fa, in una bella Concessionaria del Nord. A tal punto che, in conclusione della mia visita, ho confessato ai Titolari che non c’era nulla ch’io sapessi/potessi fare, per aiutare la Concessionaria a “far meglio”.

           “A contrario”, e altrove (Centro-sud ma non solo), c’è chi ha buttato alle ortiche, per eccesso di prudenza, una marca  direttamente concorrente di quelle già rappresentate dalla Concessionaria … peccato : poche sono le Case conce-denti  che “puniscono” i cavalli di razza.

II) Business megamultimarca e ” burocratizzazione” delle Reti.

           La selezione delle marche da commercializzare , nelle Concessionarie e altre Aziende di distribuzione/riparazione , sembra dipendere essenzial – mente dalla politica commerciale delle Case concedenti.

          Questo non significa che le Reti di distribuzione non possono mettere in opera, nella singola azienda e, se la cosa funziona, azienda per azienda, una politica commerciale originale ed efficace , dunque vincente. Anzi ! uscire dal gregge apre nuove strade, nuove strategie, nuovi piani di svil – uppo…  destinati a  chi è ancora obnubilato dalla “routine” raccomandata o imposta dalle Case concedenti.

              Il rischio maggiore insito nel business megamultimarca è la burocra -tizzazione delle Concessionarie, a scapito … della loro efficacia commer- ciale. Lo si osserva, in particolare, nelle Reti di distribuzione e/o assistenza, la dove gli addetti alle vendite  di vetture, mano d’opera o ricambi, rispet-tano con puntigliosità maniacale gli orari di presenza in ufficio, anche quando lo show room è deserto, a scapito evidente  della prospezione esterna. 

           Appartengono spesso alla stessa “risma” coloro che non attribuiscono nessuna o poca importanza alle loro provvigioni, ossia… agli obiettivi di vendita dell’Azienda. E coloro che sono sempre volontari per spostare una vettura da una sede locale della Concessionaria  ad un’altra.

III) Conclusioni operative… evidenti.

  1. Le risorse umane, ad iniziare dal Titolare  della Concessionaria, Organizzata o Officina, ne determinano il successo  o il fallimento.
  2. Ne consegue l’amovibilità di ogni Responsabile di Azienda o di settore, in situazione di scacco. 
  3. Nelle Reti di distribuzione /riparazione, la premiazione economica dei risultati migliori deve essere strettamente correlata ai risultati ottenuti.
  4. Le “sacche di burocratizzazione ” in atto devono essere eliminate, ad iniziare dai Reponsabili di cui sopra (punto2). 

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TESTO DEFINITIVO E COMPLETO

SCRITTO A ROMA DA ERNEST FERRARI IL 16-19 GIUGNO 2019

DA ERNEST FERRARI : BLOG 11 GIUGNO 2019 : ” SE L’AUTOMOBILE CROLLA (-17,1% AD APRILE 2019)

DA ERNEST FERRARI : BLOG 11 GIUGNO 2019

“SE L’AUTOMOBILE CROLLA (-17, 1% IN APRILE 2019)”

I) DOVEVA PROPRIO SUCCEDERE ?

I giornali di oggi 11 giugno 2019, ci hanno consegnato la grave notizia. Vale  la pena commentarla, sia pure brevemente :

  1. L’Automobile  è  un “oggetto – simbolo” della nostra civiltà tecnologica. Come tale, castiga chi sbaglia ; che si tratti di un governo o di un ‘azienda.
  2. L’Italia è innamorata dell’Automobile , e vice versa (ma si!)
  3. Un crollo della produzione industriale del Paese è sempre collegato con l’Automobile. Il caso odierno lo dimostra, con l’ausilio della stampa.
  4. Per converso, non c’è “boom” economico la dove l’Automobile è assente ; lo sappiamo da cinquant’anni.
  5. Ergo : sarebbe utile per il Paese che l’Automobile fosse preservata dalle peripezie negative della congiuntura.
  6. Un “Ministero dell’Automobile” , in Italia come in Europa,  non dovrebbe essere considerato una bestemmia. Anzi ! dovrebbe essere attivo da anni, data la specificità unica (la capacità di trainare l’economia nazionale) del prodotto “Automobile” .
  7. Non così le altre “mercanzie…” , né i servizi più pregiati, turismo incluso.

II) NON DOVEVA SUCCEDERE, MA E’ SUCCESSO… CAMBIARE IL GIOCO!

  1. Paradossalmente, lo stadio arcaico dell’Automobile è quello  di oggi, nel quale dominano le marche e i gruppi di origine, come Ford, Renault, Opel, PSA, FCA, Mercedes, Bmw, etc.
  2. Lungi dallo stimolare la Concorrenza , che è il principale fattore di progr- esso del business automobilistico (l’offerta di modelli) e della qualità del prodotto, il fattore arcaico sta privilegiando gli utili a breve termine .
  3. Ora, è necessario uscire dalla sola logica europea… e dalle frontiere, non solo dell’Europa, ma dell’Occidente.
  4. Se è vero, come è vero,  che la Cina sta diventando il mercato automo- bilistico dominante a livello mondiale, con un altro paese non europeo-l’India– che potrebbe esserne il challenger, è augurabile per tutti che il prodotto “automobile” e le attività di business collegate siano “ripensati” nel senso di un mercato universale.
  5. Qui dovremmo dar prova di modestia, una grande qualità, spesso trascu- rata;e che non ci appartiene.

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TESTO COMPLETO E FORSE DEFINITIVO (VEDREMO… ) , SCRITTO A ROMA DA ERNEST FERRARI IL 10/13 GIUGNO 2019.

BLOG 1° GIUGNO 2019 : “LA FERRARI SF 90, IL FUTURO FCA-RENAULT E ALTRE SFIDE PER L’AUTO” . DA ERNEST FERRARI

BLOG 1° GIUGNO 2019 E ADDENDUM DEL 4 GIUGNO 2019.

“LA FERRARI SF 90, IL FUTURO FCA-RENAULT E ALTRE SFIDE PER L’AUTOMOBILE”

DA ERNEST FERRARI

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BLOG 1° GIUGNO 2019

I) INTRO 2019/20 : “LA ROSSA” E LA RIFONDAZIONE DEL SETTORE AUTO. 

          Nei momenti di noia, è interessante confrontare le vane discussioni intorno al “fare… il nulla, per vedere se, per caso…” (come fanno i M5S e ra- gazzi consimili) ; e trovarsi di fronte la più recente realizzazione / meraviglia di Maranello:  E’ tornato il mito, e  si chiama FERRARI SF 90. Chissà cosa ne pensa, la dove è,  il “Drake”.

            Si dirà : ma nel mondo dell’Auto, c’è dell’altro, molto “altro”. Vero: ciò che sta succedendo è l’abbrivio di una “rifondazione“dell’intero  settore automobilistico . Il negoziato in corso tra FCA e Renault coinvolge le marche del Gruppo Fiat Chrysler (Alfa Romeo, Fiat, Lancia…) e quelle del Gruppo Renault (Dacia, Renault…), alle quali si potranno aggiungere a breve termine,dopo trattative,  le marche Giapponesi Nissan e Mitsubishi… ETC.

II) ORTOGONALITA’ DEL BUSINESS : MARCHE E RETI.

            La “rifondazione” del macrocosmo (?) automobilistico influirà sulle attività e le prospettive economiche di ogni singolo Operatore (Conces-sionario;Organizzato; Autorizzato),e su quelle di ogni Marca (Fiat;Renault; Opel; Mitsubishi; Great Wall; Tata…)

              Nel momento in cui scriviamo, nel momento in cui mi leggete, “tutto scorre” (“panta rei” (?)). E dovremo decidere se preferire la marca X alla marca Y ; e il business del post vendita a quello della vendita delle vetture d’occasione.

               Per quanto riguarda il sottoscritto, pochi giorni fa, un Riparatore Renault (marca da non trascurare in questo periodo “fluido”) ha deciso, malgrado il mio consiglio,  di  non accettare una proposta da parte di Renault di investire su quella marca…. “Errare umanum est, sed perseverare diabolicum”.

III) QUANDO TUTTO CAMBIA…

          “…occorre che nulla cambi”avrebbe detto un Principe Salina “alla rovescia”. Un Operatore del settore auto, invece, deve badare al senso del cambiamento: in meglio, o in peggio ? L’abitudine è traditrice. Sempre. Oggi,per esempio, sarà opportuno analizzare il potenziale di sviluppo della nuova  possibile/probabile  alleanza “FCA + RENAULT ” , e vederne vantaggi, inconvenienti e possibili sinergie anche a livello locale, innanzitutto rispetto al Gruppo direttamente concorrente “PEUGEOT-CITROEN-OPEL”.

          Pochi mesi fa, la diarchia franco tedesca, de facto ancora alla guida dell’U.E., ha confermato la propria collaborazione commerciale ed industriale, incoraggiando la creazione di Gruppi franco-tedeschi di grandi dimensioni, in grado di superare molte altre medie e grandi aziende europee. 

          Questi esempi testimoniano della necessità/opportunità, per le Conces – sionarie , gli Organizzati, i Riparatori autorizzati, di cogliere  nuove opportunità loro offerte.  In sintesi, l’ortogonalità del business automo- bilistico gioverà alla concorrenza tra le marche ; e alla modernizzazione  delle attività di vendita e assistenza tecnica. 

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 ADDENDUM  DEL 4 GIUGNO 2019.

I) INTRODUZIONE .

           Mentre il Blog “insegna”, una Consulenza  come il nostro BUSINESS PLAN “mette in opera” ; si tratta di proporre agli Operatori -Concessionari; Organizzati ; Riparatori Autorizzati e non-gli strumenti/le armi che potranno utilizzare per vincere sul mercato. L’obiettivo è sempre quello di tutte le contese : sbaragliare l’avversario/gli avversari; conquistare nuovi territori ; irrobustire l’Azienda ;acquisire nuovi mezzi finanziari e investirli a tale scopo; etc.

II) LO SVILUPPO DELL’AZIENDA :”BUSINESS PLAN”E RISORSE UMANE.

  1.               Le risorse umane sono la vera ricchezza di ogni Azienda;  e sono l’arma più efficace, se organizzate razionalmente , in base ad un piano di sviluppo (Business Plan) pluriennale(3/5/7 anni).
  2.                  La retribuzione delle risorse umane deve dipendere dai risultati di vendita ottenuti dall’azienda e dall’utile corrispondente.
  3.                   Il “Business plan” che proponiamo è disponibile sul nostro sito (Consulenze 2019/20) ;
  4.                   A nostro avviso, la fidelizzazione all’Azienda delle risorse umane migliori è un ottimo investimento.
  5.                   A contrario, una risorsa umana valida, che lascia l’Azienda, deve essere ripescata.

III) CASE CONCEDENTI E AZIENDE  DI DISTRIBUZIONE  e/o RIPARAZIONE.

  1.                  Per un Concessionario o un Riparatore, far valere le proprie carat- teristiche professionali e i risultati ottenuti (realizzazione obiettivi…) è un diritto e un dovere.
  2.                  Le tre sentenze, tutte negative, della Corte d’Appello di Parigi, nei confronti dei Riparatori cui è stato rifiutato lo status di “Autorizzato”(vedere i miei Blog recenti) sono un pericolo incombente per l’intera categoria.
  3.                  La categoia in oggetto (Riparatori) dovrà “irrobustire” la propria Organizzazione di difesa (Associazione) per far valere i propri diritti , se possibile con l’aiuto (da richiedere) degli Avvocati difensori dei Riparatori MAZDA ; LAND ROVER JAGUAR ; HYUNDAI…

IV) SVILUPPI DELL’ULTIM’ORA.

  1.         Siamo all’inizio di una nuova fase di sviluppo – o di declino ? – del business dell’automobile ; le ultime  notizie in merito  (4 giugno 2019) ci informano  di difficoltà in arrivo per la fusione Renault- FCA, con sede a Parigi (richiesta Renault) ; e di un “alto là” di Nissan.
  2.          Questa situazione non lascia presumere nulla di definitivo a breve, nella creazione  di quella mega Azienda in grado di immatricolare  15 milioni di automobili all’anno.

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TESTO AGGIORNATO AL 4 GIUGNO 2019; SCRITTO A ROMA DA ERNEST FERRARI TRA IL 1° E IL 4 GIUGNO 2019.

 

 

FLASH 20 MAGGIO 2019 : “PER FAVORE, NON DISTRUGGETECI L’AUTOMOBILE… ” ; DA ERNEST FERRARI

FLASH 20 MAGGIO 2019 :

Riflessioni su tre sentenze della Corte d’appello di Parigi / Réflexions sur trois sentences de la Cour d’appel de Paris.

“PER FAVORE, NON DISTRUGGETECI L’AUTOMOBILE…”

(” S’IL VOUS PLAIT, NE NOUS DETRUISEZ PAS L’AUTOMOBILE …”)

DA/ PAR ERNEST FERRARI

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I) Sminuire la Concorrenza non è il modo migliore di stimolare la domanda, né di eliminare le pratiche illecite nel commercio delle automobili .

(Réduire à peu de choses la Concurrence n’est pas le meilleur moyen de stimuler la demande, ni d’éliminer les comportements illicites dans le commerce automobile).

Le tre sentenze, di cui abbiamo già scritto (fin troppo?) nei giorni scorsi, sono state commentate nei Blog di questo nostro sito. Nei tre casi,l’Autorità francese della Concorrenza (A.D.L.C.) e la Corte d’appello di Parigi hanno ottenuto soddisfazione, respingendo le richieste dei Riparatori che chiedevano semplicemente di ottenere lo status di “Riparatori Autorizzati”, come previsto dalla Commissione europea per i Riparatori che rispettano i criteri qualitativi (standard) definiti dalle case concedenti.

A nostro avviso, si tratta di una decisione assai discutibile in sé per non dire altro, e tale da costituire un grave vulnus alla libera concorrenza, che l’A.D.L.C.  dovrebbe invece (mi si perdoni… ) far crescere o rafforzare.

II) Perché l’Automobile/pourquoi l’Automobile ?

L’Automobile è centrale, essenziale, insostituibile, nelle attività industriali, dunque nell’economia (turismo incluso),  dei paesi europei.Lo è in partico – lare per l’Italia, che da sempre sa produrre automobili, che vanno dalle vetture di maggior prestigio (Ferrari ; Maserati…) alle utilitarie accessibili a molti (Panda… e 500 “Versione Dante Giacosa”( Perché no?) … ).

Con Marchionne , la Fiat è diventata FCA , è  cresciuta, opera su tutti i continenti  ; così hanno fatto, “mutatis mutandem” tutte le Case automo- bilistiche. Così, inoltre e soprattutto, si sono moltiplicate le marche, i modelli, e le Aziende locali (Concessionarie; Organizzate ; Riparatori) ; l’Automobile è diffusa dovunque, e soltanto chi non vive in questo mondo può credere che l’economia mondiale può fare a meno delle Automobili.

Si tratta, ora, per gli operatori del settore automobilistico, di contrastare le eventuali entità politiche retrogradi , memore del ’68 (c’ero anch’io, a Parigi) che mortificavano l’uso dell’automobile in quanto oggetto consumeristico e pertanto alienante…  Roba da chiodi e tempo sprecato.

Tuttavia, il mio Blog precedente (vedi sopra) mette in luce un aspetto ben più pericoloso per l’Automobile : un vulnus alla libera Concorrenza, da parte della Corte d’appello di Parigi, tramite… “l’Autorità (francese) della Concorrenza”. (Mio Blog 17 maggio : “Reagire a  tre sentenze negative della Corte d’appello di Parigi”. ) 

III) Conclusione provvisoria/conclusion provisoire :

L’Automobile resiste in modo esemplare all’ingegno… degli ingegneri , e a quello degli ingenui, senza contare i busnessmen o miliardari fantasiosi.  Con la vettura senza conducente ( Tesla oggi e qualcos’altro domani), potrebbe aver inizio il declino dell’Automobile; e magari un revival della locomotiva a vapore, se non del calesse.

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 Testo  definitivo e completo, salvo ripensamenti, scritto a Roma il 20 maggio 2019, da Ernest Ferrari.

BLOG 17 MAGGIO 2019, DA ERNEST FERRARI : “RIPARATORI AUTORIZZATI : REAGIRE A TRE SENTENZE DELLA CORTE D’APPELLO DI PARIGI (MAZDA ; JAGUAR LAND ROVER ; HYUNDAI )

BLOG 17 MAGGIO 2019, DA ERNEST FERRARI

RIPARATORI AUTORIZZATI:  REAGIRE A TRE SENTENZE NEGATIVE DELLA CORTE D’APPELLO DI PARIGI (MAZDA ; JAGUAR LAND ROVER ; HYUNDAI.”).

n.b. : la stessa situazione (sentenze negative e anticoncorrenziali) potrebbe verificarsi anche in Italia,  in qualsiasi momento ) ; anzi , è probabile che questo avvenga, se non altro per compiacere alle Case automobilistiche .

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I) In guisa di introduzione : “toghe e tute” nella mia vita professionale.

         A scanso di equivoci , informo chi mi legge che conosco ed apprezzo da molti anni alcuni avvocati impegnati nel difendere Concessionari e Riparatori, in Francia e in Italia; ma sono un semplice “commerciale” ; ho venduto la mia prima automobile nel 1971: Era una Renault . Dieci anni dopo, vendevo delle Fiat. Per farla breve, la mia carriera nel settore automobilistico si è svolta in due grandi Case automobilistiche : Renault e Fiat; dieci anni (circa) in ognuna delle due.

       La mia carriera in Fiat si è conclusa con l’incarico di Direttore delle vendite in Europa, poi a livello mondiale ; con Renault sono diventato Direttore “worldwide” del Marketing Centrale. Ho visto molti uomini in tuta , e alcuni “togati” ; dagli uni e dagli altri, ho imparato molte cose. Cose che mi sono sempre state molto utili, anche in questi anni (2018 -2019).

II) Tre sentenze sfavorevoli nei confronti dei  Riparatori richiedenti lo status di “autorizzati”. 

         Per quanto riguarda lo stato attuale  della libera concorrenza nel mercato automobilistico, si assiste in Francia (corte d’appello di Parigi) ad una presa di posizione marcata  da parte della magistratura ; e ad un silenzio sorprendente da parte della Commissione europea. Le marche  automobilistiche in causa sono Mazda, Jaguar Land Rover e , da qualche giorno, Hyundai: tre casi, cui ne seguiranno probabilmente altri. 

          Ora, negare ad un Riparatore lo status di “Riparatore autorizzato” allorché rispetta i criteri qualitativi definiti dalla Casa concedente, e regolamentati dalla Commissione europea, equivale ad una limitazione   progressiva ma inesorabile della libera concorrenza.

          Detto in altro modo, eliminare progressivamente (e/o surrettiziamente) la figura del Riparatore autorizzato, significa rafforzare “de facto” l’abuso di dipendenza economica esercitato dalle Case concedenti e, in parte,  dalle Concessionarie  (o gruppi) di grandi dimensioni  nei confronti degli altri operatori, Riparatori (autorizzati o meno) e Segnalatori inclusi.

            Ai tre casi citati, ne seguiranno verosimilmente molti altri, sempre a favore dell’abuso di  dipendenza economica esercitato dalle Case concedenti, e  dalle Concessionarie di maggiori dimensioni, o dai gruppi di Concessionarie. Quanto appena indicato avviene senza ostacoli per effetto dell’assenza o della debolezza delle Associazioni di Riparatori e  Concessionari medio-piccoli che dovrebbero ma non possono, arginare gli abusi testé  indicati.

III) Reagire ; riorganizzare ; escludere ?

           Gli Avvocati che hanno difeso o difenderanno i Riparatori delle tre marche  (Mazda ; Jaguar – Land Rover ; Hyundai) non sono gli “ultimi in classifica” : tutt’altro! ma le tre sentenze dimostrano l’indifferenza della  giustizia francese (solo francese… ?) di fronte ad un vero e proprio partito preso negativo nei confronti di una categoria di operatori (le Reti automobilistiche) che assicurano da decenni l’esistenza di una concorrenza vitale per l’intero settore.

           Reagire con forza alla giurisrudenza recente (le tre sentenze citate) è un dovere per gli Operatori del settore automobilistico in Europa. 

          Le vie da seguire sono, a nostro avviso, almeno due, anzi quattro :

1) Riorganizzare /rifondare/rafforzare le Associazioni di Conces- sionari/Organizzati/Riparatori, con il doppio obiettivo di ridurre i danni già prodotti alle Reti dalle tre sentenze ; e di prevenire altre conseguenze negative delle prossime sentenze in arrivo .

2) Intervenire con calore e competenza presso la Commissione europea e gli altri organismi europei o italiani , al fine di ristabilire lo “status quo ante”.

3) Preselezionare e contattare tempestivamente,  con la mia partecipazione se sarà ritenuta utile, un numero limitato di Avvocati impegnati nella difesa degli Operatori del settore automobilistico, ad iniziare con i difensori dei tre Riparatori  “sotto tiro”.

4) Escludere  dalla preselezione e mandare “a teatro” i soliti “amici del giaguaro”.

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TESTO COMPLETO E  DEFINITIVO, SCRITTO A ROMA IL 17/19 MAGGIO 2019, DA ERNEST FERRARI

 

FLASH AUTO”11-13 MAGGIO 2019″ , DA ERNEST FERRARI

FLASH  AUTO “11-13 MAGGIO 2019 .”

DA ERNEST FERRARI.

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       La libertà dell’essere umano deve molto all’automobile ; e per la sicurezza, qualcosa ai segnali stradali. Ma da lì a osannare la vettura elettrica, la vettura connessa e la vettura senza conducente, non c’è da riflettere a lungo: l’automobile “classica” è quella che conta, quella del parco circolante attuale, quella delle pompe  di benzina o gasolio. Una nuova rivoluzione ci sarà quando si  potrà utilizzare l’idrogeno su larga scala.

          Va da sé che il “piacere di guidare ” dovrà essere preservato, in opposizione  alle vetture senza conducente, foriere di incidenti anche mortali, ad  oggi ancora inevitabili. Dato, peraltro, l’invecchiamento della popolazione nei Paesi “ricchi”, l’industria dell’automobile dovrebbe investire sempre di più sulla “sicurezza passiva”, e molto meno sulle vetture elettriche, connesse, senza conducente.

            Il brivido della velocità insensata e del rischio personale dovrebbe essere riservato allo sport automobilistico, Rally e Formula 1 innanzitutto. Ma chi sceglie il rischio massimo dovrebbe – se non lo è già-soprattutto essere in possesso  di una polizza assicurativa “maxi super kasko” (da inventare…),onerosissima per l’assicurato .

BLOG 1° MAGGIO 2019,DA ERNEST FERRARI:”ALLA CINA, LA VETTURA SENZA CONDUCENTE NON SERVE; E ALL’EUROPA ? NEPPURE”

BLOG 1° MAGGIO 2019 , DA ERNEST FERRARI :

“ALLA CINA, LA VETTURA SENZA CONDUCENTE NON SERVE; E ALL’EUROPA ? NEPPURE …”

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I) INTRODUZIONE : L’UTOPIA SCALPITANTE E IL SENSO DELLA STORIA. 

          La storia dell’Automobile , così come la Storia  del progresso in generale, procede pragmaticamente secondo il metodo delle prove e degli errori:  il  risultato positivo di una  prova (successo) può portare ad un progresso nello sviluppo di un processo di produzione industriale, o di definizione di  un nuovo modello di automobile, etc.

          Le scorciatoie  in termini di tempistiche sono possibili, ma l’impazienza è nemica del progresso , e può condurre al fallimento immediato di un progetto, o ad un ritardo letale  nella sua realizzazione.  Henry Ford non inventò l’automobile, nata dalle meninge di Denis Papin e altri ; ma fu Henry Ford a inventare la produzione di massa su catena di  montaggio; e questo procurò  al marchio Ford, poi all’Automobile in generale, un vantaggio considerevole sulla concorrenza in ritardo sul ritmo del tempo.

            A questo   autentico balzo in avanti dell’automobile come mezzo di comunicazione accessibile a molti grazie alla produzione di massa dell’Automobile, si contrappongono le elucubrazioni dei teorici tormentati dell’auto  disumanizzata , connessa, a zero conducente e magari con zero passeggero a bordo. Più asettici di così,  si muore… certamente di ecologia inenarrabile.

II) IL FUTURO… “ANTERIORE” DELLA VETTURA  SENZA CONDUCENTE.

             Prima ancora che nascesse la vettura senza conducente, gli entusiasti del progetto ne vantavano le qualità attese: maggior sicurezza e maggior libertà di chiacchiera distensiva per i passeggeri, minore stress, prestigio assicurato per il proprietario, e soprattutto, eliminazione degli incidenti stradali  grazie ai sensori dell’oggetto. Salvo errori ed omissioni del sottoscritto, questo era il futuro che ci si aspettava, tra i cultori del progetto ; nel frattempo, ci fu una seconda vittima che attraversava la strada a piedi.

                Quanto al futuro autentico, quello che ci aspetta, ne sapremo qualcosa a cose fatte. Ciò che sorprende, è che un imprenditore di altissimo livello investa da anni somme considerevoli per correre dietro ad una chimera, mentre il settore Automotive offre molte altre opportunità. Le stesse somme, investite in altri progetti, avrebbero fatto progredire in modo rilevante qualcuna – ma non solo una– delle marche presenti ed operanti sul mercato, o in procinto di esserlo.

                  Ci piace aggiungere che la Cina , diventata prima potenza automobilistica mondiale in termini quantitativi, e il Giappone , che ha inventato e messo in opera la “Qualità Totale” nel settore automobili- stico, non hanno , salvo errore del sottoscritto, parlato di progettare una vettura senza conducente. D’altronde, si tratterebbe di un oggetto senz’anima, che non tiene conto del piacere di guidare, di vivere l’automobile… in automobile, di godersi in macchina la conversazione di altri soggetti che condividono lo stesso interesse o la stessa passione .

                  A quando, dunque,  una vettura di “Formula Uno” senza conducente ? Magari una FERRARI ? un’ ALFA ROMEO ? una MASERATI ? una LAMBORGHINI ? una LANCIA ? una FIAT ? una CHRYSLER ? Ma no, il futuro della vettura senza conducente, è già definito e realizzato da più di un secolo; si tratta naturalmente del buon vecchio treno .

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Testo forse definitivo, scritto a Roma da Ernest Ferrari il 29 aprile 2019

BLOG 13-15 APRILE 2019 : ” MISURE ANTI-CRISI PER L’AUTOMOBILE ? ERA PREVEDIBILE … ” DA ERNEST FERRARI

BLOG 13-15 APRILE 2019: 

“MISURE ANTI CRISI PER L’AUTOMOBILE ? ERA PREVEDIBILE…”

DA ERNEST FERRARI

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I)INTRODUZIONE : SEGNALI  DI  CRISI PER APPRENDISTI STREGONI. 

Come se niente fosse, la crisi economica in atto non disturba il sonno degli addetti… al governo  del Paese?  Per fortuna, la stampa è sempre lì, magari a correggerne gli errori o le lacune.

E così, il “Sole 24 ore” datato 11 aprile pubblica un’intervista a Gita Gopinath, capoeconomista dell’ FMI, col titolo  “Dazi , se la guerra tocca l’auto la ripresa 2020 sarà a rischio”. Tra i sottotitoli, vale una ricca meditazione questa frase : “In Italia, l’incertezza sulle politiche di bilancio frena gli investimenti. “

Un’ altro articolo, stesso quotidiano,  recita : “Flop degli aiuti al mercato : l’automotive cede il 9,4%.” E ancora : “-18% Volumi in caduta per le auto” (nel primo bimestre di quest’anno).

Che dire ? Viene da “sorridere amaro” se si considera che l’Automobile è Un/Il settore trainante dell’economia italiana, come di quella europea …  e di quella mondiale (USA; CINA; UE; etc.) . Ma non è tutto. Si ricorderà certa-mente che il M5S, Grillo docet,  non è di questo parere, salvo conversione recente ; che il Di Maio è andato in Francia a sostenere i gilè gialli ; che in quel periodo,  sui Champs Elysées sono state bruciate delle automobili , e distrutte vetrine e negozi.

II) LA CRISI E IL FUTURO DELL’AUTO… IN ITALIA E ALTROVE.

Se il prodotto “automobile” subirà un tracollo delle vendite /immatricol- azioni in Italia, saranno altri Paesi (europei? dipende…) a compensare le perdite di volumi e di fatturato (crescita esportazione di vetture italiane) , oppure si avrà a che fare con una crisi probabilmente insanabile a breve/medio termine in Italia. Aggiungiamo che al momento, FCA è , inoltre, vulnerabile,anche per effetto della scomparsa di Marchionne.

Si dirà  che un simile  fenomeno di crisi potrebbe verificarsi in Francia o in Germania, per esempio. Non è così : nell’UE continua a funzionare un trattato franco tedesco (Aquisgrana), che stimola i due Paesi a creare dei Gruppi industriali franco-tedeschi assai competitivi, sui mercati europei  e altrove. Un gruppo Renault-Volkswagen, per esempio,cambierebbe i rap- porti di forza tra i Costruttori, come è successo , fatti salvi ulteriori sviluppi, con P.S.A.  e  Opel.

In questo panorama, le Reti di Vendita e Riparazione di vetture hanno, a mio avviso, la necessità di incrementare  il loro potenziale operativo sul merc -ato e  il loro “appeal” nei confronti delle marche disponibili e in grado di far crescere la loro Azienda in termini di redditività e di risultati commerciali.

III) … SE IL PILOTA  E’ INESPERTO, IL CO-PILOTA BADA A SE STESSO.

Sarebbe troppo facile dare dei nomi ai due co-naviganti. Basta  considerare le tensioni in atto,  ogni giorno, nei Palazzi di un potere litigioso e obnubi- lato da un contratto superfluo e/o infantile , a seconda delle circostanze.

Forse, non sarà necessario varare al più presto delle misure anti crisi per l’automobile ; ma lo scenario attuale è incerto, se non addirittura inquietante : la recessione  non scomparirà senza ulteriori crisi interne al governo attuale, soprattutto quando l’effetto “pacificatore ” tra Salvini e Di Maio, realizzato dal Presidente del Consiglio, cesserà: allora, prevarrà la litigiosità tra le due branche del populismo nostrano. ..

… E, chiunque vinca, tra Lega e M5S,  l’Italia rimarrà una potenza europea di secondo piano.

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TESTO COMPLETO E DEFINITIVO ; SCRITTO A ROMA DA ERNEST FERRARI IL 11 APRILE 2019.