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BLOG 20 FEBBRAIO 2019 : “L ‘ITALIA E IL NUOVO ACCORDO TRA FRANCIA E GERMANIA” DA ERNEST FERRARI

BLOG 20 FEBBRAIO 2019

“L’ITALIA E IL NUOVO ACCORDO TRA FRANCIA E GERMANIA.”

DA ERNEST FERRARI

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I) In guisa di introduzione … e di sintesi :  

a) Titolo  del “Sole  24 ore” datato 20 febbraio 2019 : “Da Parigi e Berlino un manifesto per creare campioni industriali UE. ” 

b) Sempre dal “Sole” , in prima pagina , rubrica “L’Analisi” : “Germania e Francia accelerano in assenza dell’Italia. “

c) Una mia osservazione : Cosa ne pensano, dell’accordo tra Francia e Germania, coloro che lavorano, o vorrebbero lavorare,nelle fabbriche italiane ? E in quelle tedesche ? E in quelle francesi ?

II)  Un’altra occasione persa dall’Italia ,e  per  l’Italia; sbadatamente ?  

       Sbadata o meno, l'”incursione ” del “gaffeur”  Di Maio in Francia, con incoraggiamento ai “gilets jaunes”,non poteva essere gradita al Président  Macron, eletto direttamente dai francesi, e detentore di molto potere ; ora , per chi conosce un po’i francesi  (ribadisco che li conosco bene, da 73 anni), lo “scherzo” dei M5S non sarà  trascurato,né  dimenticato in pochi  giorni. Non lo sara’ per qualche decennio. 

         Potrà sorprendere, ma quel tipo di provocazione a-patriottica influirà sulle relazioni tra i due Paesi ; e rafforzerà ancora l’accordo franco tedesco siglato ad Aquisgrana  qualche giorno fa da Macron e Merkel. Non c’era nessun bisogno di rafforzare la cooperazione  industriale tra Francia e Germania: funziona dal 1962/63 . Ora , il duo ridiventerà il nucleo vincente e  trainante dell’U.E.

            Un settore particolarmente sensibile è ovviamente l’Automobile: Si vedrà se    nascerà un colosso franco tedesco dell’automobile. Per il momento, il Gruppo Peugeot (francese) ha assorbito la  marca Opel (tedesca). E’ difficile immaginare che i “campioni industriali UE”di cui sopra, non entreranno in una concorrenza sempre più marcata con una FCA senza Marchionne.

             E….Che cosa pensereste di un Gruppo Volkswagen – Renault ?

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TESTO COMPLETO E (FORSE?) DEFINITIVO 

Scritto a Roma il 20 febbraio 2019, da Ernest Ferrari.

BLOG 14 /2/19 : “MAZDA AUTOMOBILE” , UN RIPARATORE AUTORIZZATO E LA CORTE D’APPELLO… DI PARIGI ” . DA ERNEST FERRARI

BLOG 14 FEBBRAIO :


AVVERTENZA/RINGRAZIAMENTI :

QUESTO BLOG E’ LARGAMENTE ISPIRATO AD “AUTOACTU.COM“, SETTIMANALE AUTOMOBILISTICO FRANCESE DIRETTO CON ALTA PROFESSIONALITA’ DA FLORENCE LAGARDE. GRAZIE   !!!

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ECCO IL BLOG. 

 Una Casa automobilistica, un  Riparatore autorizzato della marca, e la Corte d’appello di PARIGI.  

DA ERNEST FERRARI.

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I)  INTRODUZIONE : IN APPELLO, HA VINTO LA CASA. E ALLORA ?

Allora sarà bene iniziare con un ritorno alla realtà:

  • Gli interessi economici e commerciali rispettivi di Case e Reti sono in gran parte opposti, e in parte minore convergenti, ma solo in determinate situazioni.
  • I contratti firmati tra marche (Fiat ; Renault ; Mercedes, etc.) e Reti di marca (Concessionari ; Organizzati ; etc. ) non sono quasi mai equilibrati, in mat- eria di diritti e doveri reciproci.
  • Le Associazioni di Dealers , o di Riparatori, etc. sono generalmente imbelle. E talvolta, corrotte.
  • Il passato non conta… per alcuni.

          II) I FATTI (ESTREMA SINTESI)  : 

  • Una Casa automobilistica (Mazda) toglie i mandati di distributore e riparatore autorizzato  (… con preavviso di due anni e scadenza nel giugno 2016) a due concessionarie appartenenti ad uno stesso Gruppo.
  • La Casa automobilistica  si giustifica, spiegando che la ragione della revoca è dovuta ad un peggioramento irreversibile delle relazioni commerciali tra le parti.
  • La Casa spiega :  Chiediamo che la nostra rete si impegni in un percorso di partnership costruttiva, con la volontà di sviluppare nel lungo termine la Marca  e l’immagine della stessa.
  • Segue una serie di rimproveri indirizzati dalla Concedente al distributore/riparatore , che vanno dalla non realizzazione degli obiettivi di vendita, al rifiuto di dialogare (con la Casa) , al disinteresse per la marca , all’assenza di una vera partnership tra Riparatore e Casa concedente.
  • Scrive testualmente la Casa : ” (…) In conformità con gli articoli 18.1 e 15.1 dei contratti (vigenti ; nota E.F. ) Vi notifichiamo la loro revoca a due anni, motivata dall’assenza di partnership costruttivo e dall’assenza di interesse evidenziata dalla vostra Azienda nei confronti della Marca.
  • Nel gennaio 2016, una delle due Concessionarie revocate a due anni, chiede a Mazda di poter proseguire nella sua attività di Riparatore autorizzato nella sede di S… , e fa presente che rispetta i criteri richiesti dalla Casa concedente,  propone di attenersi ai nuovi criteri (“Standards” ) del post- vendita, eventualmente esigibili dal 12 giugno 2016, ed acconsente a (versare?) una cauzione di 20 000 euro.
  • Questa proposta è rifiutata da Mazda. 
  • In un giudizio del 29 giugno 2016, il tribunale di commercio /(tribunal de Commerce) di Parigi, aveva dato ragione alla Casa concedente, giudicando che “il rifiuto della società Mazda di accreditare la Concessionaria (…) era un atto unilaterale, che non aveva a che fare con il diritto delle intese/ degli accordi (“le droit des ententes”) , e che la società Mazda aveva facoltà di non concludere un contratto di Riparatore autorizzato Mazda con la società (…) dal 13 giugno 2016. 
  • Nella decisione del 23 Gennaio 2019 , la Corte d’Appello di Parigi da ragione sia alla Casa automobilistica, che all’argomentazione del Concessionario. In effetti, la Corte avalla la revoca, tenuto conto delle circostanze di questo caso specifico, pur precisando che non l’avrebbe fatto,  se la motivazione del rifiuto fosse stata considerata una pratica  anti concorrenziale.
  • la Corte d’Appello afferma (contrariamente al “tribunal de commerce”) che il rifiuto di accreditare la Concessionaria “ costituisce un concorso di volontà nella Rete Mazda e non una pratica unilaterale”. 
  • Di questo giudizio, occorre ricordare che una Casa concedente  può non aver necessità di firmare un nuovo contratto con un Riparatore di cui ha revocato il mandato (…) anche se questi non rispetta i criteri qualitativi (…)” ci dice Xavier Henry. , Avvocato di Mazda.  
  • Detto questo, la sentenza non avalla il rifiuto (…) di accreditare  un Riparatore (che rispetta i criteri qualitativi) in qualsiasi caso, bensì soltanto se il rifiuto di accettare un contratto “non ha un obiettivo o un effetto anti- concorrenziale.”
  • La Corte d’appello rimette così in causa un certo numero di giurisprudenze recenti (per esempio quelle del tribunale di commercio di Parigi, come   “Mercedes /Garage Bretagne” ) .
  • Al termine  di una lunghissima argomentazione giuridica, che spazia  su un elevato numero di giurisprudenze , la Corte d’appello di Parigi afferma che “Il rifiuto di accrediti litigiosi corrisponde pertanto ad una concordanza di volontà, e non una prassi unilaterale.”. Nella propria argomentazione, la Corte sottolinea che l’adesione  dei distributori ad un sistema di distribuzione selettiva, concretizzata dalla firma di un Contratto tra il costruttore-fornitore primario della Rete e i distributori, traduce l’esistenza di un accordo di volontà tra il produttore-fornitore a capo della Rete e ognuno dei propri distributori.
  • La messa in opera d una clausola anti-concorrenziale ,come una clausola- prezzi imposta, inclusa nel Contratto, rivela pertanto un connubio reprensibile in base al fondamento del Diritto della Concorrenza.
  • “Quello che giudica questa decisione , contrariamente a quanto arguiva questa Casa concedente, come gli altri, è il fatto che il rifiuto di accreditare è ben inserito nel diritto della Concorrenza e delle intese verticali.
  • Il rifiuto di accredito non sfugge al controllo dell’autorità giudiziaria in merito al fondamento delle regole della Concorrenza e delle intese verticali. (:::)

BLOG 9 FEBBRAIO 2019 : “MERCATO IN CADUTA ? NUOVI OBIETTIVI PER L’AZIENDA !” DA ERNEST FERRARI

BLOG 9 FEBBRAIO 2019 :

MERCATO IN CADUTA ? NUOVI  OBIETTIVI PER L’AZIENDA ! ” 

DA ERNEST FERRARI.

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I) INTRODUZIONE : IL MERCATO E LE CHIACCHIERE OLTRE FRONTIERA. 

Dal “Sole 24 ore” di oggi 9 febbraio 2019, titolo in prima pagina :

“Crolla la produzione, spread a 290”.

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    Tutti gli operatori del settore automobilistico  sanno che l’economia italiana è entrata in recessione; conseguentemente,le vendite ed imm- atricolazioni di automobili subiranno un forte calo  nel biennio 2019-2020. In un nostro scritto recente, abbiamo stimato al 18% circa la caduta delle immatricolazioni tra l’anno solare 2018 e l’anno solare 2o20.

     Lungi dal preoccuparsi della situazione venutasi a creare con l’arrivo al potere del governo giallo verde, pesantemente influenzato dalla compo- nente M5s, il ministro Di Maio ha giudicato opportuno andare a provocare in Francia l’ira di un governo ancora e pazientemente amico,  e a sostenere  (solo a parole?) i “gilets jaunes”.

      Conoscendo molto bene i francesi (…da 73 anni !), ritengo che   quell’ “errore”  commesso dai M5S  nuocerà non solo alla politica intracomun- itaria, ma anche e soprattutto alle esportazioni italiane in Francia, e all’immagine dell’Italia in Europa… immagine per nulla invulnerabile.

II) L’AUTOMOBILE E LE RETI. 

        Il mercato automobilistico italiano, e -in misura minore-  le esportazioni di vetture italiane in Europa, subiranno dunque, verosimilmente, un calo importante sin dai prossimi mesi. Siccome  l’Europa non è l’America, non ci saranno, per fortuna,  dazi doganali elevati tra i Paesi aderenti all’U.E … salvo altre intemperanze M5S.

        Non potendo contare-se non marginalmente- su misure esterne destinate ad aiutare il singolo Concessionario o Riparatore Autorizzato a realizzare le vendite/immatricolazioni necessarie alla crescita, spesso pianificata dalla Concedente,  della sua Azienda, il Titolare dovrà provv- edere  a definire e mettere in opera nuove, specifiche misure di marketing (breve termine) e nuovi investimenti specifici (lungo termine).

          In sintesi, l’Azienda dovrà adeguarsi ad un mercato in forte calo,senza usufruire di un supporto esterno, e in concorrenza diretta con le altre Aziende. Lo strumento che suggeriamo di utilizzare è naturalmente il nostro “Business Plan” a uno. due, tre o cinque anni. Nei limiti del ragionevole, proporremo a chi vorrà usufruirne una sostanziale riduzione dei nostri onorari.

III) BREVI CONCLUSIONI… NON PROVVISORIE.  

  1. Una forte contrazione del mercato potrà prendere a contropiede gli Operatori  meno “strutturati”, commercialmente e finanziariamente, massacrando i bilanci .
  2. Chi manca un’obiettivo mensile/trimestrale di vendita o di business, deve sostituirlo immediatamente con un obiettivo più ambizioso.
  3. Uscite dal mercato o fallimenti non possono essere esclusi; così come le fusioni mancate tra Operatori.
  4. Ridurre il perimetro operativo dell’Azienda è compiere un passo verso l’uscita dal mercato nella maggior parte (90%?) dei casi  ; ma qualche volta (10% ?) è un salto ineguagliabile verso il successo.
  5. A mio avviso, sarà sempre salvifico un “passaggio generazionale.” accuratamente preparato.
  6. Sarà bene diffidare delle generosità inattese, come delle  pacche sulle spalle.
  7. Il “Business Plan” non è la panacea. Ma gli somiglia.

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Testo completo e definitivo

Scritto a Roma il 9 febbraio 2019, da Ernest Ferrari.

FLASH 5 FEBBRAIO 2019 : “NEMO AUDITUR…” DA ERNEST FERRARI

FLASH 5 FEBBRAIO 2019

“NEMO AUDITUR…”

DA ERNEST FERRARI.

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  •             TRADOTTO, IL PRINCIPIO GIURIDICO “NEMO AUDITUR…” RECITA : “NESSUNO PUO’ PREVALERSI IN GIUSTIZIA DELLA PROPRIA TURPITUDI- NE.” ESEMPIO : CHI HA RUBATO UN QUADRO IERI NON  PUO’ AVVAL- ERSI DELLA PROPRIA PRESUNTA INNOCENZA DICHIARANDO CHE , PROPRIO IN QUEL MOMENTO, SCASSINAVA  UN BANCOMAT.
  •              E IL SETTORE AUTOMOBILISTICO ?  SI PENSI, PER ESEMPIO, AD UN MECCANICO O UN (RI)VENDITORE CHE SCARICA IL CONTACHILO- METRI  DI UNA VETTURA USATA , SU RICHIESTA, O MENO, DEL TITOLARE DELL’AZIENDA …
  •              A PROPOSITO : QUALCHE ANNO FA, UNA TRUFFA FISCALE SU LARGA SCALA CONCERNENTE L’AUTOMOBILE, HA COINVOLTO CONCESSIONARIE CHE ACQUISTAVANO VETTURE ALL’ESTERO PER RIVENDERLE IN ITALIA.

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TESTO DEFINITIVO SCRITTO A ROMA DA ERNEST FERRARI IL 5 FEBBRAIO 2019.

BLOG PRIMO FEBBRAIO 2019 : “INVESTITE NELLE VOSTRE AZIENDE, PER LE VOSTRE AZIENDE !” DA ERNEST FERRARI

BLOG PRIMO FEBBRAIO 2019 :

“INVESTITE NELLE VOSTRE AZIENDE, PER LE VOSTRE AZIENDE!”

DA ERNEST FERRARI

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I) AI NEO TITOLARI DI AZIENDE, SUCCEDENTI AD UN PATRIARCA. 

      I consigli altrui, scrisse  un umorista o forse un cretino , valgono quanto un pettine regalato ad un calvo. Aggiungo che spesso basterebbero ad un uomo i consigli nati dal proprio pensiero : “Cogito, ergo sum” scrisse Cartesio.

      Nelle Aziende del nostro microcosmo automobilistico, tuttavia, vige la trasmissione più o meno serena del potere, da un patriarca ad un erede, diretto o meno ma quasi sempre maschio; e non nel 50% dei casi, come insegna la matematica probabilistica.

       Ora, succedere ad un patriarca come me – ho settantatré anni, e andare avanti mi diverte – non  significa dover imparare il business dell’auto in un mondo del tipo “Jurassic Parc”. Coraggio : tutto è possibile, soprattutto il peggio, ivi incluse le scelte sbagliate e tragiche di chi vuol fare dell’Auto- mobile un oggetto troppo carico di elettronica, schermi e vuoto siderale disumanizzato, per attrarre chiunque  sia , in qualche modo, uno “pseudo qualcuno”.

II)   CONCORRENZA DISTRUTTIVA E COESIONE FAMIGLIARE. 

           La Concorrenza esasperata, deleteria, ossessiva, è un fattore dinamico di distruzione della ricchezza accumulata nei decenni dall’Azienda. La coesione famigliare in una Azienda è invece un fattore di incremento dell’efficacia commerciale dell’Azienda, di organizzazione  territoriale,  di autodifesa spontanea.

              Detto questo, che cosa deve fare un nucleo famigliare che dirige la propria azienda di famiglia ? A nostro avviso, deve comunicare se stesso, con strumenti di comunicazione specifici, quale la cronistoria dell’azienda, gli obiettivi definiti per accogliere con simpatia la clientela, il rifiuto dell’aggressività commerciale.

                Da questo nostro punto di vista, la presenza professionale  delle donne in Azienda è un “plus” in grado di incrementare i flussi di clientela in Azienda. Nulla a che vedere con il venditore misogine che si concentra sulla tecnica motoristica (e chi se ne f.. ?), per non parlare di atteggiamenti francamente offensivi.

III) INVESTIRE NELL’AZIENDA, PER L’AZIENDA. CONCLUSIONI.

                    A nostro avviso, l’Azienda famigliare è, in quanto tale e fatte salve eventuali eccezioni, uno strumento ineguagliabile di prospezione e vendita di vetture, scooter e motocicli, veicoli commerciali e industriali. La dove l’Azienda non è efficace, o lo è insufficientemente, si tratta di investire maggiormente nell’Azienda, in tempo dedicato all’Azienda più che in denaro.

                   Un  esempio “flagrante” ? La comunicazione verbale riguardante direttamente l’Azienda, da parte di chi è in contatto  con la clientela, dal titolare dell’Azienda, all’addetto  agli appuntamenti in officina, da chi consegna le fatture, a chi  deve rifiutare uno sconto ad un cliente, quando l’Azienda non se lo può permettere .

                   Infine, deve essere preso in conto il fatto che ad una maggiore incisività dell’Azienda sul mercato,  corrisponde  un migliore equilibrio /minore squilibrio di potere, tra Casa concedente ed Azienda. Ossia : la dove il Contratto di Concessione dovrebbe essere sinallagmatico, con un giusto equilibrio tra doveri e diritti delle due parti , vi è ancora oggi un evidente squilibrio, a tutto vantaggio delle Case concedenti.

                    Aggiungiamo che se non sara’ l‘Azienda a migliorare la situazione nei confronti della controparte (Casa concedente) , nessun altro lo farà…

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Testo completo e definitivo

Scritto a Roma il 2/4 febbraio 2019 da Ernest Ferrari.

BLOG 24 GENNAIO 2019 ; DA ERNEST FERRARI : ” LA SOLUZIONE E’ SEMPRE L’AZIENDA . MEGLIO SE DI FAMIGLIA”.

BLOG 24 GENNAIO 2019

DA ERNEST FERRARI :

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LA SOLUZIONE E’ SEMPRE L’AZIENDA. MEGLIO SE DI FAMIGLIA.”

I) INTRODUZIONE : INVERNO !  NEVICA SULL’ITALIA E SULLE AUTO. 

       L’Italia poteva conquistare un posto all’ONU? Come da previsioni anche nostre, ha vinto il binomio Germania-Francia, che ha costruito l’Europa, dal 1962 ad un dopodomani da costruire: Non è così sorprendente che Merkel e Macron  siano succeduti ad Adenauer e De Gaulle : Aquisgrana si trova sulla frontiera dei due Paesi ; e Carlomagno stava lì, più di mille anni fa…

       Una parola sull’Automobile : il dopo Marchionne, venuto troppo presto per mille ragioni non preannuncia  niente  di ché . Oltre all’Italia/FIAT, l’Uomo guardava molto al “suo” Canada/America /Chrysler , e magari (?) poco alla Germania /VW o alla Francia/ Renault. Trascurare  la Storia dell’Europa che conta, non aiuterà l’Italia ad accedere al posto che le spetterebbe in Europa, allo stesso livello della Germania e della Francia.

         Se l’irrompere sul Paese del populismo pentastellato (o pentas- telluto?) non bastava ancora per preoccupare la gente razionalmente capace di fare e argomentare, ora siamo serviti :  c’è chi vorrebbe vedere il ministro degli interni “in manette”(? !) Ora,  e con tutto il rispetto per chi ha espresso un simile parere, ci sono indubbiamente altre priorità. Molte.

          Tra le cose da eliminare con urgenza, la scelta è vasta, dal femminicidio all’antisemitismo, dalle elucubrazioni antiscientifiche (tipo “No Vax“) alla guida con il cellulare in mano, dalla pirateria marittima al reddito di incom- petenza

          II)  AUTO : POTENZIARE LE RETI DI MARCA ; TOGLIERE POTERE ALLE CASE CONCEDENTI. 

  •               Nella legenda degli ingegneri infallibili, c’è l’ostacolo “Tesla“; ci sono-meno gravi- i flop dei nuovi prodotti. E c’è, “last but not least”,lo strapotere di tipo “maduriano” delle Case automobilistiche nei confronti delle Reti di Vendita e Riparazione.  
  •                Ora, Il Commercio vero si svolge “sul terreno”, tra un venditore e un cliente (o più di uno) ; dall’età della pietra ad oggi, non si è trovato nulla di più utile, nulla di più efficace .
  •                Oggi, le Reti di vendita/Riparazione dovrebbero essere rivalutate; dovrebbero usufruire di uno status specifico, con un potere che consenta loro di influire con peso maggioritario e con diritto di veto, sulle decisioni operative e strategiche della Casa/delle Case concedente/i.
  •                 Detto in altro modo, si tratta di riequilibrare il rapporto di forze tra Casa concedente e Reti di marca, il ché giocherà a vantaggio del Cliente finale.
  •                   Si dirà : spetta alle Associazioni di Concessionarie o di officine autorizzate (ri)conquistare il terreno ceduto nel tempo alle Case concedenti . Vero ; ma nella realtà attuale, le Associazioni  non sono in grado, né hanno voglia, di  entrare seriamente in lizza per riequilibrare  – come farebbe un sindacato – la ripartizione del potere operativo tra Case e Reti.

          III) CONCLUSIONE : “…MEGLIO SE DI FAMIGLIA”.

Che il business delle automobili non ha nulla a che vedere con il commercio dei beni di prima necessità o con quello del calcestruzzo, tutti lo sanno: La vendita e l’assistenza tecnica dell’automobile sono… su un’altro pianeta.

Ora, la distribuzione/assistenza delle automobili necessitano di una  Rete capillare e altamente professionale. Evidentemente, le dimensioni di un salone di vendita o di un’officina, così come la composizione e il numero degli addetti ai lavori, variano “dallo zero all’infinito” (… quasi !)

Per esperienza personale (mezzo secolo : 1970-2018, a seguire), ho potuto constatare, e noto ogni giorno, che l’Azienda famigliare è più efficace e , se organizzata nel modo adeguato, più redditizia, delle altre aziende del settore. Il segreto si chiama coesione famigliare.

L’ostacolo maggiore al buon funzionamento dell’azienda, rimane  tuttavia il  “passaggio generazionale” di rito solenne ed antico :  il  figlio maschio del titolare ha tutti i diritti, compreso quello di fallire e cambiar mestiere. E non poche volte, sono intervenuto (su richiesta o spontan- eamente) per affidare la direzione dell’Azienda famigliare alla figlia più preparata per dirigere il business.

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TESTO DEFINITIVO E COMPLETO, SCRITTO A ROMA DA ERNEST FERRARI IL 26 GENNAIO 2019.

BLOG 16 GENNAIO 2019 : “USCITE DI STRADA E FRENATE TARDIVE NELL’AUTOMOBILE” DA ERNEST FERRARI

BLOG 16 GENNAIO 2019

“USCITE DI STRADA E FRENATE TARDIVE NELL’AUTOMOBILE.”

DA ERNEST FERRARI

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I) Introduzione : la conquista del podio. 

       La Cina, dunque, sta conquistando il suo posto sul podio dell’industria automobilistica mondiale, innanzitutto in termini di produzione e vendita di automobili e veicoli commerciali. Poco importa se ci vorrà un pò di tempo per salire sul gradino più alto, sempre che la cosa non sia già fatta.

       Meravigliarsi non è cosa : da un lato, la popolazione cinese “motor- izzata” o potenzialmente “motorizzabile” non è paragonabile a quella di nessun altro paese al mondo. D’altro lato , abbiamo a che fare con una civiltà millenaria brillante, oggi liberatasi da un’ideologia occidentale fallita : il marxismo-leninismo o comunismo che dir si voglia, inclusa la variante maoista.

        Si noterà che, dall’invenzione dell’automobile , e fino a qualche decennio fa, solo le nazioni occidentali (USA ed Europa essenzialmente) producevano quantità rilevanti di veicoli con motore a scoppio destinati ad un uso non prevalentemente militare .  Va notato che, tra le potenze economiche asiatiche, il Giappone salvo errore da parte miaentrò per primo nel club dei grandi produttori di automobili.  

          Ma la Cina era immensa.

II) Uscite di strada e frenate tardive nel settore automobilistico.

           Il settore automobilistico è trainante per l’insieme dell’economia mondiale , perché il prodotto mitico “auto” è universalmente considerato come un “must” – o come una meta da conquistare ?- da chi raggiunge un reddito sufficiente per l’acquisto o per il noleggio dell’oggetto “automobile”.

           Ma che si tratti di un must, di una meta o di un mito , l’Automobile ha dovuto attraversare, a contare dagli anni 60 del ventesimo secolo, un lungo periodo di disprezzo, e anche di odio, da parte dell'”intellighenzia” europea  –diplomati e laureandi inclusi : l’Automobile era considerata   un fattore di alienazione dell’essere umano, oltre che un oggetto simbolo del “consumerismo” vituperato , non dalle classi umili, bensì da quelle “chic“.

             Oggi, l’ Automobile corre altri rischi, e suscita altre preoccupazioni:

  1. L’industria automobilistica ha investito e sta investendo somme impressionanti su un “cavallo zoppo tecnologico” : la vettura connessa e senza autista (“Tesla ?”), che ha già prodotto alcuni incidenti mortali.
  2. L’ “esplosione” a medio termine, sul mercato europeo, della concorrenza cinese, oggi ancora embrionale.
  3. E conseguentemente, il  rischio di una minore redditività in Europa del business automobilistico.
  4. In Italia, permane la probabilità di un degrado della situazione economica del Paese, per effetto delle politiche assistenzialistiche, prossimamente vigenti.

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Testo incompleto e provvisorio, scritto a Roma il 15/17 gennaio 2019 da Ernest Ferrari

“SOGNI DI GLORIA, FESTIFICAZIONI DI SABBIA E RESA PROBABILE DEGLI INCONTINENTI DEL VERBO” DA ERNEST FERRARI- 3 GENNAIO 2019.

“SOGNI DI GLORIA, FESTIFICAZIONI DI SABBIA E RESA PROBABILE DEGLI INCONTINENTI DEL VERBO. “

DA ERNEST FERRARI-3 GENNAIO 2019

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I) “SOGNI DI GLORIA.”

      I sogni di gloria erano quelli dei populisti M5S , Grillo in testa. Ma da ieri sera, il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella ,che il Di Maio voleva eliminare tempo fa dalla scena politica, tramite impeachment , ha dimos- trato una volta ancora che esiste da sempre una Politica italiana e dei politici italiani, di altissimo livello. Come Alcide De Gasperi, Aldo Moro, Sandro Pertini, Ugo La Malfa, Enrico Berlinguer… 

        La  gloria , purtroppo per chi la sta sognando senza meritarla, non è da distribuire come il “reddito di cittadinanza”, avatar odierno dell’assisten- zialismo tradizionale ; la gloria si merita. Punto. I sogni di gloria, invece sono a disposizione di tutti. E possono suscitare ambizioni smisurate, se si considera che Napoleon(e) Buonaparte/Bonaparte è un caso unico di gloria meritata, oltre che esemplare, nella storia della nostra civiltà.

          “Fu vera gloria?“, si domandò il Manzoni, che come sappiamo, rispose a se stesso : “Ai posteri l’ardua sentenza”.

II) “FESTIFICAZIONI DI SABBIA”.     

             La parola “festificazione“, che ho inventata il 3 gennaio 2019 (setta- ntatreesimo compleanno del sottoscritto) è un barbarismo che potrebbe , al massimo, diventare un neologismo sgraziato, ma  utile. Come è ovvio, la parola “festificazione” è costruita sul modello di “fortificazione” , il cui significato è noto a tutti.

              Così come la fortificazione è una costruzione fisica (mura) per proteggersi dalla violenza fisica, la “festificazione” potrebbe essere un ricorso alle  attività ludiche (le feste) per evitare di affrontare  i problemi dell’esistenza , dalle  liti in famiglia alle perdite in borsa (o a briscola…) , alla fuga davanti al nemico in guerra, alle cause civili o penali, etc. Va da sé che che una strategia di questo tipo è fragile, “di sabbia“.

III) “RESA PROBABILE DEGLI INCONTINENTI DEL VERBO.” 

                Chi rifiuta sistematicamente di affrontare le difficoltà dell’esistenza (la sua; quella dei suoi prossimi; quella di chi ha perso senza colpa..)è spesso, oltre che un vigliacco,  un parlatore di talento . Gli incontinenti del verbo non risolvono nulla, ma riescono a fare “bella figura” in società.

                  Tanto per non cambiare, la politica-senza-maiuscola nutre   l’illusione di salvare la patria, il popolo lavoratore, i dannati della terra, i titoli in portafoglio un giorno, il sindacato il giorno successivo, e naturalmente chi sa fare meglio di essa (la politica senza maiuscola, il buon senso) o di chiunque altro.

                     Meglio di Merkel, per esempio ; meglio di Macron ; meglio di Papa Francesco… Resta il fatto che il populismo ha due caratteristiche : parla molto ; e la sua resa è certa.

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SCRITTO A ROMA DA ERNEST FERRARI IL 3 GENNAIO 2019.

TESTO DEFINITIVO.

29 dicembre 2018/1° gennaio 2019 : ” AUGURI E SCONFESSIONI, O VICEVERSA…” ; DA ERNEST FERRARI

29 DICEMBRE 2018/1° GENNAIO 2019

“AUGURI E SCONFESSIONI, O VICEVERSA…”

DA ERNEST FERRARI.

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I) L’AUTOMOBILE IN GLORIA NEL MERCATO DELLE VACCHE. 

          L’anno 2019 si presenta male,a casa nostra (Italia e Europa), per il nostro settore industriale e commerciale  : quello dell’automobile o magari dell'”automotive”, naturalmente. Eppure, la lezione del 2008 dovrebbe averci insegnato qualcosa… ci siamo risvegliati dieci anni dopo !

           L’errore del sottoscritto, come quello di chiunque abbia progettato, realizzato o venduto quell’oggetto prezioso –l’automobile– è stato quello di averlo catalogato tra i beni durevoli e di larga diffusione. Punto e a capo.

          Niente di male, senonché l’automobile è anche un oggetto prezioso (alla pari di un gioiello?) per chi ne ha sognato, ha risparmiato per acquistarlo, e lo esibisce  con orgoglio.  A scanso di equivoci, vogliamo precisare che questa nostra (s)confessione vale per le vetture piccole e vecchie, cosi’ come per quelle elitarie e splendide,  in attesa di entrare nella categoria “vintage”. 

           Tra i costruttori, qualcuno se ne è accorto presto, magari in corso d’opera. Abbiamo in mente, personalmente, una vettura  da città la cui vernice è  ancora rutilante vent’anni dopo la messa in strada. Vogliamo credere che che un ingegnere nato povero (ce ne sono…) ha immaginato che l’automobilista acquirente voleva proprio che la sua vettura avesse quella caratteristica : il non invecchiamento della vernice nonostante le intemperie.

              Il guaio  sta comunque nel fatto che il mercato automobilistico è diventato, mercé le “chilometri zero”, un degno (si fa per dire) mercato delle vacche. E tutti abbiamo visto, nei dintorni delle Aziende del settore,  distese erbose o catramate riservate agli stock di invenduti . Ora , questo avvilisce il commercio dell’automobile, e non aiuta a sviluppare le qualità professionali degli addetti ai lavori. Regna lo sconto ?

II) AUGURI E SCONFESSIONI ; O VICEVERSA. 

               Questo è il tempo degli Auguri ; e viene bene che questa modesta, salutare  tradizione sia rimasta, anche ora che il “pessimismo della ragione” sembra dover sconfiggere l’ottimismo della volontà. Forse, non sarà così , forse il mercato dell’automobile 2019, di cui avremo molte occasioni di discutere, si muoverà controcorrente.

               Un tempo, si parlava di “stellone d’Italia”  ; oggi, sarebbe più opportuno parlare della qualità essenziale dell’Italia : la RESILIENZA. Non si dovrebbe dimenticare che questo Paese è stato capace di rialzarsi dopo un terremoto ; e dopo un regime politico dittatoriale e una guerra contro ragione. Grandi cose!

                 E poi, tornando umilmente all’automobile, basta il rombo delle Ferrari in pista per entusiasmare chiunque. Classe  politica inclusa… 

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Testo definitivo , scritto a Roma il 29/31 dicembre 2018 da Ernest Ferrari.

 AUGURI !

BLOG 22 DICEMBRE 2018 : “SCHIAFFI SOTTO L’ALBERO ?” DA ERNEST FERRARI

BLOG 22 DICEMBRE 2018

“SCHIAFFI SOTTO L’ALBERO? “

DA ERNEST FERRARI

I) INTRODUZIONE : “LO ZERO E L’IN(DE)FINITO ?”

     E’ bene ricordare che l’Italia è un grande paese europeo ; si, europeo ! Ma l’incessante pantomima dei populisti ed altri incompetenti sulla scena politica italiana, fa pensare ad altri continenti, meno fortunati del nostro…

      … E  ad altri paesi, più presuntuosi e meno accoglienti del nostro. L’ulti- mo esempio in data, è la Gran Bretagna afflitta da Brexit . Ma anche la Francia con i suoi gilè gialli… “passons, Président Macron… !

          Quanto all’Italia, soffre della mediocrità degli addetti ai lavori  della  classe politica post DC /PCI . Dopo tutto, Il Compromesso storico era una grande idea, e probabilmente una grande opportunità (mancata…) per gli Italiani.  Berlinguer, Zaccagnini, tornate !

          I populisti M5S hanno ampiamente dimostrato la propria nullità politica : loro sono  al livello zero.  Gli altri, che non hanno dimostrato granché , appartengono alla categoria dell “in(de)finito.”

Per fortuna, al Quirinale c’è il Presidente Mattarella. 

II)SCHIAFFI SOTTO L’ALBERO; DA ALCUNI QUOTIDIANI (22/12/18). 

  • CORRIERE DELLA SERA :”CAOS MANOVRA , IL VOTO SLITTA.”1a pagina.
  • IDEM : “NAPOLITANO CON BONINO : “PARLAMENTO SVUOTATO”.
  • PAG.2 : “MANOVRA, DUBBI SULLE COPERTURE”. “NUOVE TENSIONI TRA CONTE E TRIA”.
  • PAG.6: DAGLI ITALIANI VIA LIBERA ALLA MANOVRA. MA PER IL 46% NON AIUTERA’ ALLA RIPRESA”.
  • IL MESSAGGERO : “MANOVRA SENZA PACE, E’ PARALISI” 1a pagina.  
  • IDEM : “LA FINANZIARIA ELETTORALE CHE TRADISCE IL FUTURO”.
  • PAG.2 : “CAOS AL SENATO – MANOVRA ALTRO RINVIO-CASELLATI : COSI NON VA – RIVOLTA DENTRO I 5 STELLE”.
  • PAG.3 : “LE PERPLESSITRA’ DEL QUIRINALE-LEGA M5S, LITE SULLE COPERTURE.”
  • SOLE 24 ORE : “MANOVRA, IL VOTO SLITTA IN ZONA CESARINI -FINALE CON BAGARRE”. 1a pagina
  • LA REPUBBLICA : “MANOVRA, SCONTRO FINALE” 1a pagina
  • PAG.4 . “LA DEMOCRAZIA  FERITA E UMILIATA” BONINO SCUOTE LE ISTITUZIONI.

III) “A SCHIAFFI RICEVUTI”. BREVI RIFLESSIONI CONCLUSIVE. 

  1. L’ITALIA E’ E RIMARRA’ UN GRANDE PAESE EUROPEO. PUNTO, A CAPO.
  2. IL “POPULISMO” NON AMA LA STAMPA LIBERA : I SEGUACI DI HITLER, FONDATORE DEL POPULISMO IN EUROPA, LEGGEVANO UN SOLO GIORNALE : IL”VOELKISCHER  BEOBACHTER”, OSSIA    L’OSSER -VATORE POPOLARE” … DA INTENDERSI COME OSSERVATORE RAZZIALE/RAZZISTA.)
  3. IL POPOLO ITALIANO NON HA NULLA  A CHE VEDERE CON LA MINORANZA SOVVERSIVA CHE VORREBBE “PUNIRE” LA STAMPA LIBERA. 
  4. L’INCOMPETENZA CHE AFFLIGGE UNA PARTE (MINORITARIA? IERI SI, DOMANI FORSE NO) DELLA POLITICA IN ITALIA, SI TRADUCE IN SPROLOQUI E -TALVOLTA- BARUFFE.
  5. TUTTO QUESTO NON CONTRIBUISCE DAVVERO A MIGLIORARE L’IMMAGINE DELL’ITALIA IN EUROPA… E NELLA CLASSE DIRIGENTE ITALIANA.
  6. ALCUNI PAESI EUROPEI (UNGHERIA ; DOMANI L’AUSTRIA?) HANNO AFFIDATO  AI POPULISTI IL GOVERNO DEL PAESE; ALTRI LO FARANNO A BEVE TERMINE, IN PARTICOLARE LA DOVE LE CONDIZIONI ECONOM- ICHE PEGGIORANO: L’ ITALIA , DA QUESTO PUNTO DI VISTA, E’ UN PAESE A  RISCHIO DECLINO.
  7. IL NUCLEO EUROPEISTA (GERMANIA+FRANCIA) NON DOMINA PIU’ LA POLITICA DELL’UNIONE EUROPEA.
  8. NON SI PUO’ NEGARE CHE LA NOSTRA CLASSE POLITICA NON E’ ALL’ALTEZZA DELLE PROBLEMATICHE CHE IL PAESE DEVE AFFRONTARE.
  9. GLI SCHIAFFI SOTTO L’ALBERO POSSONO AIUTARE CHI SA FARE AD INTERVENIRE CON DETERMINAZIONE E COMPETENZA..

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TESTO COMPLETO E DEFINITIVO

SCRITTO A ROMA DA ERNEST FERRARI IL 22 DICEMBRE 2018.