BLOG 15 OTTOBRE 2019 DA ERNEST FERRARI : “CHI HA DIMENTICATO L’AUTO NEL CORTILE O SULLA SCRIVANIA ?”

ADDENDUM 18 OTTOBRE 2019,   DA ERNEST FERRARI :

NEL “CORRIERE DELLA  SERA” DI OGGI 18 OTTOBRE 2019, SI LEGGE UN BRILLANTE ARTICOLO FIRMATO DARIO DI VICO E INTITOLATO:

Piano Confindustria  per l’auto . Due miliardi entro il 2021″

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Qui sotto il mio modestissimo Blog del 15 ottobre 2019: Buona lettura!

ROMA, 15 OTTOBRE 2019

“CHI HA DIMENTICATO L’AUTO NEL CORTILE

O SULLA SCRIVANIA?”

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DA ERNEST FERRARI

OGGI, VI PARLERO’ DI UNA STRANA DIMENTICANZA…

    Io sono Ernest Ferrari, mi occupo di mercato automobilistico dal 1970 anno del mio arrivo in Italia (in Renault, poi in Fiat, alternando due o tre volte la mia “milizia” nel settore, da venditore Enasarco (Renault)  a direttore delle vendite di Fiat Auto, e a direttore del marketing centrale di Renault (Parigi).

     E’ sorprendente  per me dover notare che l’Italia  non considera ancora/ oppure non considera più,  l’Automobile come il fattore di maggior sviluppo industriale e turistico del Paese, per i prossimi decenni. Eppure è così. Sia ben chiaro : tutte le marche automobilistiche mi interessano ; e non intendo -ho 73 anni e ne vivrò altri 37-  rifare il bagaglio e riprendere la strada : non sarebbe decente.

      Non ho dimenticato nulla , e nulla dimenticherò… precisando a chi mi legge, che a mio immodesto avviso il Governo perde il suo tempo con la “quota cento” e altri ammenniccoli. Sarebbe importante, invece, che chi dirige il Paese tentasse di re-industrializzarlo , investendo proprio sull’Automobile, oggetto da sempre amato dagli italiani. 

      Ora, ci sono tanti settori economici da rimettere in forma ; l’Automobile è sempre quello che promette di più, anche nella competizione che ci aspetta in Europa e oltre, “Parmesan” permettendo. Si dirà che la scomparsa prematura di Machionne rende più difficile lo sviluppo mondiale dell’Automobile italiana. E’ vero. Ma non è tutto : l’Automobile è diventata un settore in pieno sviluppo anche in Cina e altri Paesi asiatici, il ché acuisce  il livello della concorrenza .

      Detto questo, ritengo che il rischio maggiore per l’industria italiana dell’automobile risiede nell’insufficiente professionalità di una parte cospicua della classe politico-economica italiana. Il rischio di un “flop” esiste , in effetti. E’ superabile ; ma non in qualsiasi stato dell’arte del settore automotive.

       Veramente, qualcuno ha dimenticato l’Auto nel cortile o sulla scrivania?

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Testo definitivo e completo

Scritto a Roma da Ernest Ferrari il 15/18 ottobre 2019