BLOG 1° MAGGIO 2019,DA ERNEST FERRARI:”ALLA CINA, LA VETTURA SENZA CONDUCENTE NON SERVE; E ALL’EUROPA ? NEPPURE”

BLOG 1° MAGGIO 2019 , DA ERNEST FERRARI :

“ALLA CINA, LA VETTURA SENZA CONDUCENTE NON SERVE; E ALL’EUROPA ? NEPPURE …”

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I) INTRODUZIONE : L’UTOPIA SCALPITANTE E IL SENSO DELLA STORIA. 

          La storia dell’Automobile , così come la Storia  del progresso in generale, procede pragmaticamente secondo il metodo delle prove e degli errori:  il  risultato positivo di una  prova (successo) può portare ad un progresso nello sviluppo di un processo di produzione industriale, o di definizione di  un nuovo modello di automobile, etc.

          Le scorciatoie  in termini di tempistiche sono possibili, ma l’impazienza è nemica del progresso , e può condurre al fallimento immediato di un progetto, o ad un ritardo letale  nella sua realizzazione.  Henry Ford non inventò l’automobile, nata dalle meninge di Denis Papin e altri ; ma fu Henry Ford a inventare la produzione di massa su catena di  montaggio; e questo procurò  al marchio Ford, poi all’Automobile in generale, un vantaggio considerevole sulla concorrenza in ritardo sul ritmo del tempo.

            A questo   autentico balzo in avanti dell’automobile come mezzo di comunicazione accessibile a molti grazie alla produzione di massa dell’Automobile, si contrappongono le elucubrazioni dei teorici tormentati dell’auto  disumanizzata , connessa, a zero conducente e magari con zero passeggero a bordo. Più asettici di così,  si muore… certamente di ecologia inenarrabile.

II) IL FUTURO… “ANTERIORE” DELLA VETTURA  SENZA CONDUCENTE.

             Prima ancora che nascesse la vettura senza conducente, gli entusiasti del progetto ne vantavano le qualità attese: maggior sicurezza e maggior libertà di chiacchiera distensiva per i passeggeri, minore stress, prestigio assicurato per il proprietario, e soprattutto, eliminazione degli incidenti stradali  grazie ai sensori dell’oggetto. Salvo errori ed omissioni del sottoscritto, questo era il futuro che ci si aspettava, tra i cultori del progetto ; nel frattempo, ci fu una seconda vittima che attraversava la strada a piedi.

                Quanto al futuro autentico, quello che ci aspetta, ne sapremo qualcosa a cose fatte. Ciò che sorprende, è che un imprenditore di altissimo livello investa da anni somme considerevoli per correre dietro ad una chimera, mentre il settore Automotive offre molte altre opportunità. Le stesse somme, investite in altri progetti, avrebbero fatto progredire in modo rilevante qualcuna – ma non solo una– delle marche presenti ed operanti sul mercato, o in procinto di esserlo.

                  Ci piace aggiungere che la Cina , diventata prima potenza automobilistica mondiale in termini quantitativi, e il Giappone , che ha inventato e messo in opera la “Qualità Totale” nel settore automobili- stico, non hanno , salvo errore del sottoscritto, parlato di progettare una vettura senza conducente. D’altronde, si tratterebbe di un oggetto senz’anima, che non tiene conto del piacere di guidare, di vivere l’automobile… in automobile, di godersi in macchina la conversazione di altri soggetti che condividono lo stesso interesse o la stessa passione .

                  A quando, dunque,  una vettura di “Formula Uno” senza conducente ? Magari una FERRARI ? un’ ALFA ROMEO ? una MASERATI ? una LAMBORGHINI ? una LANCIA ? una FIAT ? una CHRYSLER ? Ma no, il futuro della vettura senza conducente, è già definito e realizzato da più di un secolo; si tratta naturalmente del buon vecchio treno .

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Testo forse definitivo, scritto a Roma da Ernest Ferrari il 29 aprile 2019