BLOG 14 /2/19 : “MAZDA AUTOMOBILE” , UN RIPARATORE AUTORIZZATO E LA CORTE D’APPELLO… DI PARIGI ” . DA ERNEST FERRARI

BLOG 14 FEBBRAIO :


AVVERTENZA/RINGRAZIAMENTI :

QUESTO BLOG E’ LARGAMENTE ISPIRATO AD “AUTOACTU.COM“, SETTIMANALE AUTOMOBILISTICO FRANCESE DIRETTO CON ALTA PROFESSIONALITA’ DA FLORENCE LAGARDE. GRAZIE   !!!

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ECCO IL BLOG. 

 Una Casa automobilistica, un  Riparatore autorizzato della marca, e la Corte d’appello di PARIGI.  

DA ERNEST FERRARI.

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I)  INTRODUZIONE : IN APPELLO, HA VINTO LA CASA. E ALLORA ?

Allora sarà bene iniziare con un ritorno alla realtà:

  • Gli interessi economici e commerciali rispettivi di Case e Reti sono in gran parte opposti, e in parte minore convergenti, ma solo in determinate situazioni.
  • I contratti firmati tra marche (Fiat ; Renault ; Mercedes, etc.) e Reti di marca (Concessionari ; Organizzati ; etc. ) non sono quasi mai equilibrati, in mat- eria di diritti e doveri reciproci.
  • Le Associazioni di Dealers , o di Riparatori, etc. sono generalmente imbelle. E talvolta, corrotte.
  • Il passato non conta… per alcuni.

          II) I FATTI (ESTREMA SINTESI)  : 

  • Una Casa automobilistica (Mazda) toglie i mandati di distributore e riparatore autorizzato  (… con preavviso di due anni e scadenza nel giugno 2016) a due concessionarie appartenenti ad uno stesso Gruppo.
  • La Casa automobilistica  si giustifica, spiegando che la ragione della revoca è dovuta ad un peggioramento irreversibile delle relazioni commerciali tra le parti.
  • La Casa spiega :  Chiediamo che la nostra rete si impegni in un percorso di partnership costruttiva, con la volontà di sviluppare nel lungo termine la Marca  e l’immagine della stessa.
  • Segue una serie di rimproveri indirizzati dalla Concedente al distributore/riparatore , che vanno dalla non realizzazione degli obiettivi di vendita, al rifiuto di dialogare (con la Casa) , al disinteresse per la marca , all’assenza di una vera partnership tra Riparatore e Casa concedente.
  • Scrive testualmente la Casa : ” (…) In conformità con gli articoli 18.1 e 15.1 dei contratti (vigenti ; nota E.F. ) Vi notifichiamo la loro revoca a due anni, motivata dall’assenza di partnership costruttivo e dall’assenza di interesse evidenziata dalla vostra Azienda nei confronti della Marca.
  • Nel gennaio 2016, una delle due Concessionarie revocate a due anni, chiede a Mazda di poter proseguire nella sua attività di Riparatore autorizzato nella sede di S… , e fa presente che rispetta i criteri richiesti dalla Casa concedente,  propone di attenersi ai nuovi criteri (“Standards” ) del post- vendita, eventualmente esigibili dal 12 giugno 2016, ed acconsente a (versare?) una cauzione di 20 000 euro.
  • Questa proposta è rifiutata da Mazda. 
  • In un giudizio del 29 giugno 2016, il tribunale di commercio /(tribunal de Commerce) di Parigi, aveva dato ragione alla Casa concedente, giudicando che “il rifiuto della società Mazda di accreditare la Concessionaria (…) era un atto unilaterale, che non aveva a che fare con il diritto delle intese/ degli accordi (“le droit des ententes”) , e che la società Mazda aveva facoltà di non concludere un contratto di Riparatore autorizzato Mazda con la società (…) dal 13 giugno 2016. 
  • Nella decisione del 23 Gennaio 2019 , la Corte d’Appello di Parigi da ragione sia alla Casa automobilistica, che all’argomentazione del Concessionario. In effetti, la Corte avalla la revoca, tenuto conto delle circostanze di questo caso specifico, pur precisando che non l’avrebbe fatto,  se la motivazione del rifiuto fosse stata considerata una pratica  anti concorrenziale.
  • la Corte d’Appello afferma (contrariamente al “tribunal de commerce”) che il rifiuto di accreditare la Concessionaria “ costituisce un concorso di volontà nella Rete Mazda e non una pratica unilaterale”. 
  • Di questo giudizio, occorre ricordare che una Casa concedente  può non aver necessità di firmare un nuovo contratto con un Riparatore di cui ha revocato il mandato (…) anche se questi non rispetta i criteri qualitativi (…)” ci dice Xavier Henry. , Avvocato di Mazda.  
  • Detto questo, la sentenza non avalla il rifiuto (…) di accreditare  un Riparatore (che rispetta i criteri qualitativi) in qualsiasi caso, bensì soltanto se il rifiuto di accettare un contratto “non ha un obiettivo o un effetto anti- concorrenziale.”
  • La Corte d’appello rimette così in causa un certo numero di giurisprudenze recenti (per esempio quelle del tribunale di commercio di Parigi, come   “Mercedes /Garage Bretagne” ) .
  • Al termine  di una lunghissima argomentazione giuridica, che spazia  su un elevato numero di giurisprudenze , la Corte d’appello di Parigi afferma che “Il rifiuto di accrediti litigiosi corrisponde pertanto ad una concordanza di volontà, e non una prassi unilaterale.”. Nella propria argomentazione, la Corte sottolinea che l’adesione  dei distributori ad un sistema di distribuzione selettiva, concretizzata dalla firma di un Contratto tra il costruttore-fornitore primario della Rete e i distributori, traduce l’esistenza di un accordo di volontà tra il produttore-fornitore a capo della Rete e ognuno dei propri distributori.
  • La messa in opera d una clausola anti-concorrenziale ,come una clausola- prezzi imposta, inclusa nel Contratto, rivela pertanto un connubio reprensibile in base al fondamento del Diritto della Concorrenza.
  • “Quello che giudica questa decisione , contrariamente a quanto arguiva questa Casa concedente, come gli altri, è il fatto che il rifiuto di accreditare è ben inserito nel diritto della Concorrenza e delle intese verticali.
  • Il rifiuto di accredito non sfugge al controllo dell’autorità giudiziaria in merito al fondamento delle regole della Concorrenza e delle intese verticali. (:::)

Autore: Ernest Ferrari

PRIME CONSIDERAZIONI : L'AUTOMOBILE HA DUE ANIME : DA UN LATO, SERVE A TRASPORTARE LE PERSONE E GLI OGGETTI DA UN PUNTO AD UN ALTRO. D'ALTRO LATO, E' UN FORMIDABILE FATTORE DI INCREMENTO DELLA LIBERTA' INDIVIDUALE DEGLI ESSERI UMANI. DETTO QUESTO, NON MI SONO MAI INNAMORATO DEL PRODOTTO " AUTOMOBILE". E NEMMENO OGGI O FRA 10 ANNI PERDERO' LA TESTA PER UNA MACCHINA, MALGRADO GLI INVESTIMENTI IMPONENTI DELLE CASE AUTOMOBILISTICHE PER RENDERLO TECNICAMENTE ED ESTETICAMENTE PERFETTO . PER ME, CONTA LA DISTRIBUZIONE (VENDITA) E LA RIPARAZIONE DEL PRODOTTO. IN UNA PAROLA : MI INTERESSA IL MERCATO E SOLTANTO IL MERCATO . INOLTRE, CREDO CHE CHI SI INNAMORA DELLE MACCHINE NON OTTIMIZZA MAI IL BUSINESS DELLA PROPRIA AZIENDA. MOLTE VOLTE , NE HO AVUTO LA PROVA.