BLOG PRIMO FEBBRAIO 2019 : “INVESTITE NELLE VOSTRE AZIENDE, PER LE VOSTRE AZIENDE !” DA ERNEST FERRARI

BLOG PRIMO FEBBRAIO 2019 :

“INVESTITE NELLE VOSTRE AZIENDE, PER LE VOSTRE AZIENDE!”

DA ERNEST FERRARI

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I) AI NEO TITOLARI DI AZIENDE, SUCCEDENTI AD UN PATRIARCA. 

      I consigli altrui, scrisse  un umorista o forse un cretino , valgono quanto un pettine regalato ad un calvo. Aggiungo che spesso basterebbero ad un uomo i consigli nati dal proprio pensiero : “Cogito, ergo sum” scrisse Cartesio.

      Nelle Aziende del nostro microcosmo automobilistico, tuttavia, vige la trasmissione più o meno serena del potere, da un patriarca ad un erede, diretto o meno ma quasi sempre maschio; e non nel 50% dei casi, come insegna la matematica probabilistica.

       Ora, succedere ad un patriarca come me – ho settantatré anni, e andare avanti mi diverte – non  significa dover imparare il business dell’auto in un mondo del tipo “Jurassic Parc”. Coraggio : tutto è possibile, soprattutto il peggio, ivi incluse le scelte sbagliate e tragiche di chi vuol fare dell’Auto- mobile un oggetto troppo carico di elettronica, schermi e vuoto siderale disumanizzato, per attrarre chiunque  sia , in qualche modo, uno “pseudo qualcuno”.

II)   CONCORRENZA DISTRUTTIVA E COESIONE FAMIGLIARE. 

           La Concorrenza esasperata, deleteria, ossessiva, è un fattore dinamico di distruzione della ricchezza accumulata nei decenni dall’Azienda. La coesione famigliare in una Azienda è invece un fattore di incremento dell’efficacia commerciale dell’Azienda, di organizzazione  territoriale,  di autodifesa spontanea.

              Detto questo, che cosa deve fare un nucleo famigliare che dirige la propria azienda di famiglia ? A nostro avviso, deve comunicare se stesso, con strumenti di comunicazione specifici, quale la cronistoria dell’azienda, gli obiettivi definiti per accogliere con simpatia la clientela, il rifiuto dell’aggressività commerciale.

                Da questo nostro punto di vista, la presenza professionale  delle donne in Azienda è un “plus” in grado di incrementare i flussi di clientela in Azienda. Nulla a che vedere con il venditore misogine che si concentra sulla tecnica motoristica (e chi se ne f.. ?), per non parlare di atteggiamenti francamente offensivi.

III) INVESTIRE NELL’AZIENDA, PER L’AZIENDA. CONCLUSIONI.

                    A nostro avviso, l’Azienda famigliare è, in quanto tale e fatte salve eventuali eccezioni, uno strumento ineguagliabile di prospezione e vendita di vetture, scooter e motocicli, veicoli commerciali e industriali. La dove l’Azienda non è efficace, o lo è insufficientemente, si tratta di investire maggiormente nell’Azienda, in tempo dedicato all’Azienda più che in denaro.

                   Un  esempio “flagrante” ? La comunicazione verbale riguardante direttamente l’Azienda, da parte di chi è in contatto  con la clientela, dal titolare dell’Azienda, all’addetto  agli appuntamenti in officina, da chi consegna le fatture, a chi  deve rifiutare uno sconto ad un cliente, quando l’Azienda non se lo può permettere .

                   Infine, deve essere preso in conto il fatto che ad una maggiore incisività dell’Azienda sul mercato,  corrisponde  un migliore equilibrio /minore squilibrio di potere, tra Casa concedente ed Azienda. Ossia : la dove il Contratto di Concessione dovrebbe essere sinallagmatico, con un giusto equilibrio tra doveri e diritti delle due parti , vi è ancora oggi un evidente squilibrio, a tutto vantaggio delle Case concedenti.

                    Aggiungiamo che se non sara’ l‘Azienda a migliorare la situazione nei confronti della controparte (Casa concedente) , nessun altro lo farà…

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Testo completo e definitivo

Scritto a Roma il 2/4 febbraio 2019 da Ernest Ferrari.

BLOG 24 GENNAIO 2019 ; DA ERNEST FERRARI : ” LA SOLUZIONE E’ SEMPRE L’AZIENDA . MEGLIO SE DI FAMIGLIA”.

BLOG 24 GENNAIO 2019

DA ERNEST FERRARI :

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LA SOLUZIONE E’ SEMPRE L’AZIENDA. MEGLIO SE DI FAMIGLIA.”

I) INTRODUZIONE : INVERNO !  NEVICA SULL’ITALIA E SULLE AUTO. 

       L’Italia poteva conquistare un posto all’ONU? Come da previsioni anche nostre, ha vinto il binomio Germania-Francia, che ha costruito l’Europa, dal 1962 ad un dopodomani da costruire: Non è così sorprendente che Merkel e Macron  siano succeduti ad Adenauer e De Gaulle : Aquisgrana si trova sulla frontiera dei due Paesi ; e Carlomagno stava lì, più di mille anni fa…

       Una parola sull’Automobile : il dopo Marchionne, venuto troppo presto per mille ragioni non preannuncia  niente  di ché . Oltre all’Italia/FIAT, l’Uomo guardava molto al “suo” Canada/America /Chrysler , e magari (?) poco alla Germania /VW o alla Francia/ Renault. Trascurare  la Storia dell’Europa che conta, non aiuterà l’Italia ad accedere al posto che le spetterebbe in Europa, allo stesso livello della Germania e della Francia.

         Se l’irrompere sul Paese del populismo pentastellato (o pentas- telluto?) non bastava ancora per preoccupare la gente razionalmente capace di fare e argomentare, ora siamo serviti :  c’è chi vorrebbe vedere il ministro degli interni “in manette”(? !) Ora,  e con tutto il rispetto per chi ha espresso un simile parere, ci sono indubbiamente altre priorità. Molte.

          Tra le cose da eliminare con urgenza, la scelta è vasta, dal femminicidio all’antisemitismo, dalle elucubrazioni antiscientifiche (tipo “No Vax“) alla guida con il cellulare in mano, dalla pirateria marittima al reddito di incom- petenza

          II)  AUTO : POTENZIARE LE RETI DI MARCA ; TOGLIERE POTERE ALLE CASE CONCEDENTI. 

  •               Nella legenda degli ingegneri infallibili, c’è l’ostacolo “Tesla“; ci sono-meno gravi- i flop dei nuovi prodotti. E c’è, “last but not least”,lo strapotere di tipo “maduriano” delle Case automobilistiche nei confronti delle Reti di Vendita e Riparazione.  
  •                Ora, Il Commercio vero si svolge “sul terreno”, tra un venditore e un cliente (o più di uno) ; dall’età della pietra ad oggi, non si è trovato nulla di più utile, nulla di più efficace .
  •                Oggi, le Reti di vendita/Riparazione dovrebbero essere rivalutate; dovrebbero usufruire di uno status specifico, con un potere che consenta loro di influire con peso maggioritario e con diritto di veto, sulle decisioni operative e strategiche della Casa/delle Case concedente/i.
  •                 Detto in altro modo, si tratta di riequilibrare il rapporto di forze tra Casa concedente e Reti di marca, il ché giocherà a vantaggio del Cliente finale.
  •                   Si dirà : spetta alle Associazioni di Concessionarie o di officine autorizzate (ri)conquistare il terreno ceduto nel tempo alle Case concedenti . Vero ; ma nella realtà attuale, le Associazioni  non sono in grado, né hanno voglia, di  entrare seriamente in lizza per riequilibrare  – come farebbe un sindacato – la ripartizione del potere operativo tra Case e Reti.

          III) CONCLUSIONE : “…MEGLIO SE DI FAMIGLIA”.

Che il business delle automobili non ha nulla a che vedere con il commercio dei beni di prima necessità o con quello del calcestruzzo, tutti lo sanno: La vendita e l’assistenza tecnica dell’automobile sono… su un’altro pianeta.

Ora, la distribuzione/assistenza delle automobili necessitano di una  Rete capillare e altamente professionale. Evidentemente, le dimensioni di un salone di vendita o di un’officina, così come la composizione e il numero degli addetti ai lavori, variano “dallo zero all’infinito” (… quasi !)

Per esperienza personale (mezzo secolo : 1970-2018, a seguire), ho potuto constatare, e noto ogni giorno, che l’Azienda famigliare è più efficace e , se organizzata nel modo adeguato, più redditizia, delle altre aziende del settore. Il segreto si chiama coesione famigliare.

L’ostacolo maggiore al buon funzionamento dell’azienda, rimane  tuttavia il  “passaggio generazionale” di rito solenne ed antico :  il  figlio maschio del titolare ha tutti i diritti, compreso quello di fallire e cambiar mestiere. E non poche volte, sono intervenuto (su richiesta o spontan- eamente) per affidare la direzione dell’Azienda famigliare alla figlia più preparata per dirigere il business.

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TESTO DEFINITIVO E COMPLETO, SCRITTO A ROMA DA ERNEST FERRARI IL 26 GENNAIO 2019.

BLOG 16 GENNAIO 2019 : “USCITE DI STRADA E FRENATE TARDIVE NELL’AUTOMOBILE” DA ERNEST FERRARI

BLOG 16 GENNAIO 2019

“USCITE DI STRADA E FRENATE TARDIVE NELL’AUTOMOBILE.”

DA ERNEST FERRARI

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I) Introduzione : la conquista del podio. 

       La Cina, dunque, sta conquistando il suo posto sul podio dell’industria automobilistica mondiale, innanzitutto in termini di produzione e vendita di automobili e veicoli commerciali. Poco importa se ci vorrà un pò di tempo per salire sul gradino più alto, sempre che la cosa non sia già fatta.

       Meravigliarsi non è cosa : da un lato, la popolazione cinese “motor- izzata” o potenzialmente “motorizzabile” non è paragonabile a quella di nessun altro paese al mondo. D’altro lato , abbiamo a che fare con una civiltà millenaria brillante, oggi liberatasi da un’ideologia occidentale fallita : il marxismo-leninismo o comunismo che dir si voglia, inclusa la variante maoista.

        Si noterà che, dall’invenzione dell’automobile , e fino a qualche decennio fa, solo le nazioni occidentali (USA ed Europa essenzialmente) producevano quantità rilevanti di veicoli con motore a scoppio destinati ad un uso non prevalentemente militare .  Va notato che, tra le potenze economiche asiatiche, il Giappone salvo errore da parte miaentrò per primo nel club dei grandi produttori di automobili.  

          Ma la Cina era immensa.

II) Uscite di strada e frenate tardive nel settore automobilistico.

           Il settore automobilistico è trainante per l’insieme dell’economia mondiale , perché il prodotto mitico “auto” è universalmente considerato come un “must” – o come una meta da conquistare ?- da chi raggiunge un reddito sufficiente per l’acquisto o per il noleggio dell’oggetto “automobile”.

           Ma che si tratti di un must, di una meta o di un mito , l’Automobile ha dovuto attraversare, a contare dagli anni 60 del ventesimo secolo, un lungo periodo di disprezzo, e anche di odio, da parte dell'”intellighenzia” europea  –diplomati e laureandi inclusi : l’Automobile era considerata   un fattore di alienazione dell’essere umano, oltre che un oggetto simbolo del “consumerismo” vituperato , non dalle classi umili, bensì da quelle “chic“.

             Oggi, l’ Automobile corre altri rischi, e suscita altre preoccupazioni:

  1. L’industria automobilistica ha investito e sta investendo somme impressionanti su un “cavallo zoppo tecnologico” : la vettura connessa e senza autista (“Tesla ?”), che ha già prodotto alcuni incidenti mortali.
  2. L’ “esplosione” a medio termine, sul mercato europeo, della concorrenza cinese, oggi ancora embrionale.
  3. E conseguentemente, il  rischio di una minore redditività in Europa del business automobilistico.
  4. In Italia, permane la probabilità di un degrado della situazione economica del Paese, per effetto delle politiche assistenzialistiche, prossimamente vigenti.

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Testo incompleto e provvisorio, scritto a Roma il 15/17 gennaio 2019 da Ernest Ferrari

“SOGNI DI GLORIA, FESTIFICAZIONI DI SABBIA E RESA PROBABILE DEGLI INCONTINENTI DEL VERBO” DA ERNEST FERRARI- 3 GENNAIO 2019.

“SOGNI DI GLORIA, FESTIFICAZIONI DI SABBIA E RESA PROBABILE DEGLI INCONTINENTI DEL VERBO. “

DA ERNEST FERRARI-3 GENNAIO 2019

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I) “SOGNI DI GLORIA.”

      I sogni di gloria erano quelli dei populisti M5S , Grillo in testa. Ma da ieri sera, il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella ,che il Di Maio voleva eliminare tempo fa dalla scena politica, tramite impeachment , ha dimos- trato una volta ancora che esiste da sempre una Politica italiana e dei politici italiani, di altissimo livello. Come Alcide De Gasperi, Aldo Moro, Sandro Pertini, Ugo La Malfa, Enrico Berlinguer… 

        La  gloria , purtroppo per chi la sta sognando senza meritarla, non è da distribuire come il “reddito di cittadinanza”, avatar odierno dell’assisten- zialismo tradizionale ; la gloria si merita. Punto. I sogni di gloria, invece sono a disposizione di tutti. E possono suscitare ambizioni smisurate, se si considera che Napoleon(e) Buonaparte/Bonaparte è un caso unico di gloria meritata, oltre che esemplare, nella storia della nostra civiltà.

          “Fu vera gloria?“, si domandò il Manzoni, che come sappiamo, rispose a se stesso : “Ai posteri l’ardua sentenza”.

II) “FESTIFICAZIONI DI SABBIA”.     

             La parola “festificazione“, che ho inventata il 3 gennaio 2019 (setta- ntatreesimo compleanno del sottoscritto) è un barbarismo che potrebbe , al massimo, diventare un neologismo sgraziato, ma  utile. Come è ovvio, la parola “festificazione” è costruita sul modello di “fortificazione” , il cui significato è noto a tutti.

              Così come la fortificazione è una costruzione fisica (mura) per proteggersi dalla violenza fisica, la “festificazione” potrebbe essere un ricorso alle  attività ludiche (le feste) per evitare di affrontare  i problemi dell’esistenza , dalle  liti in famiglia alle perdite in borsa (o a briscola…) , alla fuga davanti al nemico in guerra, alle cause civili o penali, etc. Va da sé che che una strategia di questo tipo è fragile, “di sabbia“.

III) “RESA PROBABILE DEGLI INCONTINENTI DEL VERBO.” 

                Chi rifiuta sistematicamente di affrontare le difficoltà dell’esistenza (la sua; quella dei suoi prossimi; quella di chi ha perso senza colpa..)è spesso, oltre che un vigliacco,  un parlatore di talento . Gli incontinenti del verbo non risolvono nulla, ma riescono a fare “bella figura” in società.

                  Tanto per non cambiare, la politica-senza-maiuscola nutre   l’illusione di salvare la patria, il popolo lavoratore, i dannati della terra, i titoli in portafoglio un giorno, il sindacato il giorno successivo, e naturalmente chi sa fare meglio di essa (la politica senza maiuscola, il buon senso) o di chiunque altro.

                     Meglio di Merkel, per esempio ; meglio di Macron ; meglio di Papa Francesco… Resta il fatto che il populismo ha due caratteristiche : parla molto ; e la sua resa è certa.

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SCRITTO A ROMA DA ERNEST FERRARI IL 3 GENNAIO 2019.

TESTO DEFINITIVO.